Dietetica e cucina naturale
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Medico e naturalista, il Bacci è forse il maggior esponente di una letteratura condotta con spirito scientifico, che trova parallelismi nella lettera Dell'insalata e piante che in qualunque modo vengono per cibo dell'uomo, che il medico marchigiano Costanzo Felici (1525 ca.-1585) indirizzò il 10 marzo 1572 a Ulisse Aldrovandi, maestro dei naturalisti dell'epoca, per dimostrargli che cosa fosse il “cibo dell'insalata”, più che un piatto, un poema delle erbe, rimasta inedita in vita e pubblicata per la prima volta a Urbino nel 1986. |
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Gli fanno eco, nel secolo successivo, l'aquilano Salvatore Massonio (1554–1624) con l'Archidipno, ovvero dell'Insalata e dell'uso di essa, pubblicato a Venezia nel 1627 e il modenese Giacomo Castelvetro (1546-1616) con il suo Brieve racconto di tutte le radici di tutte le erbe e di tutti i frutti che crudi o cotti in Italia si mangiano, il cui manoscritto (11 luglio 1614), rimasto in Inghilterra dove il nostro era esule e conservatosi a Cambridge fino ai nostri giorni, è stato pubblicato da Luigi Firpo in Gastronomia del Rinascimento, nel 1974.
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Fra le molte opere di questo tipo, vanno ricordati, oltre ai già citati testi di Manfredi e di Savonarola, il De bonitate et vitio alimentorum del botanico e medico Castore Durante (1529-1590) da Gualdo Tadino, pubblicato nel 1565 a Pesaro, e in traduzione italiana nel 1586 a Roma e Venezia col titolo di Tesoro della sanità, ed il Trattato della natura de' cibi e del bere del bolognese Baldassarre Pisanelli (XVI sec.) uscito la prima volta a Roma nel 1583, cui arrise una straordinaria fortuna editoriale (con ben trenta edizioni fino alla seconda metà del Settecento) anche grazie alla struttura particolarmente agile e alla consultazione semplificata che per ogni prodotto presenta la classificazione umorale, gli aspetti positivi e negativi con i relativi rimedi. |





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