Camillo Benso Conte di Cavour
Torino, 1810 – Torino, 1861
Vita e storia
Il nobile Camillo, l’artefice diplomatico dell’Unità Italiana, dopo un avvio giovanile come studente all’Accademia militare, decise che la vita del soldato, seppur di rango, non faceva per lui. Si dedicò quindi agli affari di famiglia, gestendo alcune tenute che il padre gli aveva affidate. Amava tuttavia la vita vivace e sapeva approfittare dei piaceri che la vita gli offriva, in amore, a tavola, nei viaggi per l’Europa, specialmente a Londra e a Parigi.
Aveva un’intelligenza arguta per tutto ciò che riteneva innovativo, specialmente per la recente ventata di modernità data dalla evoluzione industriale di paesi come l’Inghilterra. Guardando l’Italia, paese frammentario ed arretrato, la cui economia si basava essenzialmente sull’agricoltura, si convinse che la dote principale di un paese moderno risiedeva in un’unità d’intenti, ma ancor più in un’unità territoriale che permettesse una gestione economica, tecnologica e politica uniforme.
Entrò in politica a quarant’anni e non si risparmiò, prima dedicando le sue cure al Piemonte, poi cercando alleanze, tramando, creando giochi di potere… e giunse a vedere il frutto di tanto lavoro: un Paese finalmente unito politicamente (anche se restava aperta la questione romana) e territorialmente. Come amante della buona cucina si procurò diversi problemi di salute, ma più ancora col duro e stressante ritmo di lavoro; morì ancor giovane, a 51 anni, di strane febbri con le quali conviveva da tempo.
La ricetta
Risotto al Barolo
Uno dei piatti preferiti da Cavour.
Ingredienti (per 6 persone)
- 400 g di riso carnaroli
- 50 g di burro
- 1 cipolla tritata finemente
- Parmigiano-Reggiano grattugiato
- 2 bicchieri di Barolo
- brodo di carne q.b.
- 1 foglia di alloro
Preparazione
In una casseruola far imbiondire la cipolla col burro e la foglia d’alloro; unire quindi il riso ed insaporirlo nel soffritto. Versare il vino e farlo evaporare; portare a cottura il risotto col brodo di carne. Fuori dal fuoco unire una noce di burro ed il formaggio grattugiato, servire ben caldo.In biblioteca
M. RINALDI, La storia è servita: vizi e virtù nel piatto dei grandi della storia, Milano, Golosia & C., 1996;
A. PAVONE, Personalità a tavola: l'evoluzione gastronomica e le ricette dei grandi personaggi della storia, Valentano, Scipioni, 1998;
ACCADEMIA ITALIANA DELLA CUCINA, Ricettario nazionale delle cucine regionali italiane, Studio Ricciardi, 1990 c.

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