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I Direttori dei Musei d’Impresa italiani in Academia Barilla

Si è svolto il 30 settembre e 1 ottobre 2011 il convegno formativo ‘Musei e Archivio 2.0. Social network e interattività per musei e archivi d’impresa’, organizzato da Museimpresa, l’associazione che rappresenta le imprese che hanno al proprio interno un museo o un archivio. Ne fanno parte grandi nomi del mondo imprenditoriale italiano, per citarne solo alcuni: Alessi, Barilla, Borsalino, Ducati, Enel, Eni, Ferrari, Ferragamo, Kartell, Martini, Magneti Marelli, Olivetti, Peroni, Piaggio, Pirelli, Rancilio, Same, Zegna, Zucchi.
L’Associazione Museimpresa promuove la valorizzazione della cultura d’impresa attraverso numerose attività che si rivolgono agli associati, alla comunità archivistico museale e al grande pubblico.
Un appuntamento, quello parmigiano, riservato ai soci di Museimpresa, per ragionare su temi di grande attualità, ovvero come le nuove tecnologie possono aiutare i musei e gli archivi, luoghi che custodiscono la storia e le storie di tante aziende italiane di successo.
«Quest’anno – spiega Michele Perini, presidente di Museimpresa (50 musei e archivi associati in 10 anni) –  abbiamo scelto di approfondire l’utilizzo dei social network e l’iniziativa ha raccolto un numero straordinario di adesioni, segno della necessità da parte di queste strutture di allargare i propri orizzonti, servendosi anche dei nuovi canali di comunicazione, e di stabilire un contatto sempre più stabile, attivo e reciproco con il pubblico». Internet, Facebook, Twitter, ma non solo, per aprirsi e dialogare col grande pubblico: il social network si può considerare una “nuova stanza” per il museo o l’archivio, come è emerso dai diversi interventi.
«L’attenzione a questi temi e il confronto anche con le giovani generazioni contribuiscono alla creazione di una sensibilità nuova nei confronti  della storia, del lavoro e della cultura del progetto. Non dimentichiamo infine – conclude Perini – lo stretto legame che intercorre tra i musei e gli archivi d’impresa e il territorio di riferimento, legame che permette loro di assumere un ruolo di prim’ordine nelle relazioni e nel coinvolgimento della comunità locale».
La prima giornata di lavori, presso il Museo del Pomodoro alla “Corte di Giarola” presso Collecchio, visitato in apertura dei lavori con la guida del Coordinatore dei Musei del Cibo, è stata caratterizzata dagli interventi di Simona Caraceni – membro dell’Executive Board di AVICOM Internazionale ‘Musei e archivi nei social network’; di Giovanni Arata, Giornalista e consulente freelance, community manager di Turismo Emilia Romagna, ‘Creare e costruire un presidio istituzionale sui social media’; di Alessio Gianni, Responsabile Digital Communication Bakery, ‘Il Mulino che vorrei: il caso del sito Mulino Bianco’ e di Francesca Moscardino. che ha redatto una tesi sulla tipologia dei visitatori del Museo del Pomodoro e sulle loro reazioni agli stimoli del percorso espositivo.
Rientrati a Parma, gli oltre cinquanta partecipanti sono stati accolti da Gianluigi Zenti, direttore di Academia Barilla, che ha presentato la mission, la sede e interessanti casi concreti agli ospiti, intrattenuti anche per la cena di gala presso la Biblioteca gastronomica di Academia Barilla appositamente allestita per l’occasione.

La seconda giornata – sabato 1 ottobre – al Castello di Felino nei pressi di Parma ha poi registrato l’intervento di Roberta Lilliu, Alterstudio, ‘I sistemi interattivi al servizio dei social network’, di Matteo Bellini, Digital Project Manager O-one, ‘Mobile Museum’; di Marco Cappellini, Centrica Imagine More, ‘Il caso Uffizi touch’; di Alessandro Califano, MACRO, Museo d’Arte Contemporanea di Roma; ‘App nel museo: quali prospettive? Il caso del MACRO’, e di Lorenzo Fenoglio e Luca Novarino, ‘Memoro, Memoria aziendale e Social Media’. La mattinata si è poi conclusa con la visita al Museo del Salame di Felino.