Salta al contenuto principale Salta alla mappa del sito a fondo pagina

Montasio DOP

Il latte è quello delle vacche di razza Frisona, Pezzata rossa, Bruna alpina, la cui alimentazione è stabilita dai regolamenti del Consorzio di tutela.

La storia

Elaborato fin dal XIII secolo dai frati dell’abbazia di Moggio, sulle pendici delle Alpi Carniche, ebbe dapprima il nome Carnia, per assumere poi quello del massiccio alpino su cui erano poste le malghe in cui era prodotto.

Il latte è quello delle vacche di razza Frisona, Pezzata rossa, Bruna alpina, la cui alimentazione è stabilita dai regolamenti del Consorzio di tutela. La cagliata si ottiene col latte di due mungiture coagulato con caglio di vitello, viene rotta nelle dimensioni di un chicco di riso è cotta a 46°; scolata la massa dal siero di cottura, è deposta nelle fascere col marchio d’origine, pressata e salata a secco o in salamoia.

Il Montasio DOP

Il Montasio stagiona secondo l’utilizzo, da 2-5 mesi per il tipo da tavola e dai 12 mesi per il tipo da grattugia. Presenta, secondo la stagionatura, un gusto che va dal fresco di latte e pascoli montani, al piccante e pronunciato. Col Montasio si prepara un piatto tradizionale delle malghe, il “Frico”, una sorta di frittata di formaggio rosolata in padella fino a renderla croccante e saporita. Il Montasio è stato insignito del marchio di Denominazione di Origine Protetta DOP della Comunità Europea.

In biblioteca
R. DI CORATO, 451 formaggi d'Italia: catalogo storico-gastronomico delle varietà regionali, Milano, Sonzogno, 1977;
G. PONTONI – G. BUSDON, Frico e... 30 ricette di frico raccolte su tutto il territorio friulano e più di 60 ricette di cucina dall'antipasto al dessert con il formaggio Montasio, Campoformido, Ribis, 1998;
INSOR, Istituto nazionale di sociologia rurale, Atlante dei prodotti tipici: i formaggi, Roma, AGRA – RAI-ERI, [2001];
D. PAOLINI, Guida agli itinerari dei formaggi d'Italia: in viaggio alla scoperta del formaggio di qualità, Bologna, Il Sole 24 Ore – Edagricole, 2002.