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Letture gustose

Dal pane di Dante al timballo del Gattopardo

Il cibo percorre a ritroso la via che ha usato la parola per formarsi. Come a dire che la parola, cioè lo strumento per comunicare e il cibo sono strettamente legati tra loro dalla misteriosa frequentazione della nostra bocca. D’altronde ci si “nutre” delle emozioni di un libro,  si “mastica” un testo, si ha sete di sapere e fame di cultura. Una particolarissima opera, che potremmo definire “antologia culinaria”, curata da Gian Mario Anselmi, docente di Letteratura italiana e direttore del Dipartimento di Filologia classica e Italianistica e da Gino Ruozzi, docente di Letteratura italiana entrambi presso l’Università di Bologna, che hanno coordinato 37 studiosi, tenta di tracciare una chiave di lettura del cibo in oltre 400 pagine. L’idea era «descrivere e capire il legame tra il cibo e l’invenzione letteraria, studiandone la presenza e la consistenza all’interno della nostra cultura. Senza ambizioni esaustive, ma scegliendo temi e percorsi significativi».

Tutto questo in un succulento volume che in 50 voci attraversa le pagine della letteratura “raccontando” altrettanti ingredienti, spazi e atmosfere. Rigorosamente in ordine alfabetico, dalla bella Abbuffata di Carlo Varotti, per un percorso che attraversa, tra gli altri, la Polenta di Andrea Severi, i Formaggi con Alberto Natali e Salumi e insaccati a firma di Nicola Bonazzi. Non mancano bevande come il vino, la birra e il latte e nemmeno i condimenti, come olio o burro, sale, pepe, peperoncino e spezie, ma vi troneggiano pane, pasta, minestre e zuppe, uova e frittate, tartufi e funghi, risotti e pomodoro: un pasto completo che osserva il cibo partendo dalle pagine della letteratura, tracciando, per ogni ingrediente, una sorta di antologia letteraria, e nel contempo di storia sociale, attraverso i racconti di poeti e letterati, riportando alla memoria le pagine significative del pane di Dante e Manzoni, del risotto di Gadda, delle salsicce del Paese di Bengodi nel Decameron di Boccaccio, del timballo di maccheroni di Tomasi di Lampedusa o degli arancini di Camilleri.

Alcune voci, tuttavia, si scostano dall’ingredientistica “pura” per esplorare particolari aspetti e momenti storici e gastronomici, dai cibi di guerra ai cibi dietetici, dalla cucina kasher a quella futurista, dai cibi dei migranti, legati alla memoria e all’identità a quelli polizieschi, che “condiscono” le pagine del thriller con “rituali” alimentari: tutti legando il cibo alla cultura del proprio tempo e all’evoluzione della mentalità e dei costumi a delineare i contorni di un grande affresco dove, in controluce, il vero protagonista non è più né il cibo né la letteratura, ma l’uomo e la sua “insaziabile” creatività.

Banchetti letterari 

Banchetti letterari

Cibi, pietanze e ricette nella letteratura italiana da Dante a Camilleri

A cura di G.M. ANSELMI e G. RUOZZI, Roma, Carocci, 2011

Carocci Editore
www.carocci.it


Gli Autori o gli Editori potranno inviare loro pubblicazioni che, a scelta della Redazione, potranno essere recensite in questo spazio al seguente indirizzo:

BIBLIOTECA GASTRONOMICA ACADEMIA BARILLA, LARGO CALAMANDREI 3/A – 43121 PARMA

Le pubblicazioni pervenute saranno comunque segnalate in questa rubrica ed entreranno nel patrimonio della Biblioteca gastronomica di Academia Barilla.