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I “mangiari” del pellegrino

Il pellegrinaggio sulla tomba degli apostoli (Pietro a Roma, San Giacomo a Compostela) o a Gerusalemme, luogo della passione di Cristo, ha rappresentato un tratto caratteristico dello spirito medievale. Provenienti dal Nord Europa, varcando le Alpi giungevano in Italia migliaia di pellegrini che percorrendo la “Via di Monte Bardone”, il valico appenninico che permetteva di approdare in Toscana, raggiungevano la costa tirrenica e da lì, la Città Eterna. Da Roma, poi, i i più ardimentosi proseguivano per la Puglia per imbarcarsi alla volta di Gerusalemme.

Il fenomeno dei pellegrinaggi medievali in Italia offre lo spunto per uno studio storico critico degli alimenti che permettevano il sostentamento dei viaggiatori che spesso sostavano presso i conventi, le pievi e gli ospizi, oppure nei castelli e nelle case gentilizie che punteggiavano il cammino come tante pietre miliari.
Fabrizio Vanni, che bene conosce la realtà della via Francigena, cerca anche di identificare, nelle gastronomie delle ragioni italiane attraversate dalla grande arteria, quello che oggi rimane di quella tradizione alimentare antica, precedente alla scoperta del continente americano e all’arrivo di numerosi nuovi prodotti.

Ne escono così ipotesi (e compromessi) per allestire una cena medievale per una delle veglie francigene, alla ricerca delle antiche tipicità che si incontrano lungo i tracciati storici dal Gran San Bernardo ai porti di Puglia.
Ma emerge, prepotente, anche il profilo di un’epoca flagellata dalla fame, l’antica signora delle tavole medievali, ospite capace di autoinvitarsi in ogni momento anche alle tavole di Principi e Re. Scarsità di strumenti e di ingredienti, stagionalità obbligata e difficoltà nella conservazione del cibo erano situazioni con cui nostri lontani antenati avevano a che fare ogni giorno.

Ed erano già diffusissime le frodi alimentari da parte di osti e ristoratori ai danni di pellegrini e viandanti ai quali venivano spesso serviti cibi adulterati o avariati.

Alla ricostruzione storica, segue, nella seconda parte del libro, una prima ricognizione su quanto resti di “francigeno” nelle cucine tradizionali di Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Emilia, Toscana, Lazio, Campania, Basilicata e Puglia, cioè delle zone lungo le quali si è sviluppata quella serie di percorsi che oggi si cerca di trasformare in un unico tracciato chiamato “Via Francigena”.

Antichi “mangiari” lungo la via Francigena

FABRIZIO VANNI, Antichi “mangiari” lungo la via Francigena, Firenze, Le lettere, 2009.

Saggio introduttivo di Renato Stopani.

Edizioni Le Lettere
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