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Prosciutto di cinta senese

Di gusto dolce, con una nota di selvatico e un grasso dalla consistenza oleosa, questo prosciutto deve sapore e aroma all’impiego di suini di pura razza autoctona.

Di gusto dolce, con una nota di selvatico e un grasso dalla consistenza oleosa, questo prosciutto deve sapore e aroma all’impiego di suini di pura razza autoctona “Cinta senese”, all’allevamento all’aperto degli animali, che si nutrono, come un tempo, di tuberi, radici, tartufi, ghiande dolci di quercia e ghiande amare di leccio, alle tradizionali tecniche di lavorazione e alle particolari condizioni climatiche della zona di stagionatura.

La particolare razza di suini, a rischio di estinzione nell’immediato dopoguerra perché meno “pesante” rispetto ad altri maiali e per le oggettive difficoltà di allevamento allo stato semibrado è oggi in via di ripresa grazie al lavoro appassionato di alcuni allevatori. Le carni della Cinta, il cui nome deriva da una specie di cintura di pelo più chiaro che avvolge il mantello a metà del corpo, sono asciutte, con poco grasso, ma assai saporoso, ed hanno un gusto molto accentuato in grado di dare personalità spiccata a questo prosciutto.

In biblioteca
L. ROMANELLI, I salumi d'Italia, Firenze, Nardini, 2002.
L. VERRINI - M. ROSATI, a cura di, Atlante Qualivita. I prodotti agroalimentari italiani DOP, IGP, STG, Milano, Edizioni del Gusto, 2009.