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La collezione dei Menu di Academia Barilla

Ambasciatori della gastronomia italiana nel mondo

I menu presentati in questa sezione del Sito provengono dalla ricca collezione (oltre 4700 esemplari) di Livio Cerini di Castegnate, noto Accademico della Cucina, e della moglie Wilma, acquisita da Academia Barilla quale straordinario strumento di conoscenza e promozione della cultura gastronomica italiana. Ampio spazio, nella raccolta, è infatti dato alla cucina italiana, con 2.000 pezzi che datano fin dai primi decenni dell'Ottocento.  Gli Stati preunitari possono contare alcuni elementi di grande rarità. Si comincia col Piemonte, con un rarissimo esemplare del 1848: il Corpo Decurionale festeggia lo Statuto Albertino; rarissimi quelli del circolo del Whist, molti altri commemorativi e con uomini politici dell'Ottocento.

Milano e la Lombardia sono presenti con menu dei più importanti ristoranti attivi nel XIX secolo e di famiglie nobili, borghesi, circoli, in particolare dell'Associazione Patriottica, con la satira politica di fine Ottocento. E ancora menu per la la fiera internazionale del 1906, per l'apertura del traforo del Sempione e di Alberghi e ristoranti famosi: da Cova a Eden, a Savini al mitico Rebecchino. Venezia presenta splendidi menu di fine secolo, compreso quello per i festeggiamenti per "La nave" di D'Annunzio.

Due menu sono pezzi unici: stilati alla Baia di Toeplitz durante l'avventura della "Stella polare" con il Duca degli Abruzzi nel 1900 in viaggio verso il Polo Nord. Sono presenti menu di Casa Savoia dal 1871, quando ancora la capitale italiana era a Firenze e via via, fino a Umberto I e Vittorio Emanuele III per arrivare a Umberto ancora Principe. Menu coloniali e di guerra si succedono fino ad arrivare a un pezzo unico autografato da Gabriele d'Annunzio il 18 ottobre 1919 durante l'occupazione di Fiume. Forse unica nel suo genere è la raccolta del Ventennio a tavola: sia come servizio a Palazzo Venenzia che presso l'Hôtel Excelsior di Roma: vi figurano pranzi ufficiali con numerosi ministri italiani ed esteri.

Estremamente variegata la serie dei menu pubblicitari, ricchissima quella dedicata ai viaggi, sulle navi delle grandi crociere o sugli aerei e sui treni. Un secondo nucleo è relativo alla cucina francese - dove storicamente il menu ebbe la prima affermazione e più ampia diffusione - dalla Belle Époque, al Liberty, al Déco fino a tempi recenti.  Vi sono rappresentati importanti artisti dell'epoca: Abbema, Arnoux, Besnard, Bernard, Bloch, Cheret, Cocteau, Domin, Gerbault, Gilbert, Loviot, Milliere, Mucha, Neumnt, Redon, Robida, Willette, Von Stuck e molti altri. Alcuni sono firmati con dedica e si configurano come veri e propri multipli d'Autore.

Non mancano i menu reggimentali, della prima guerra mondiale, ministeriali, del Presidente della Repubblica, di ristoranti parigini e francesi (con un paio di autografi di Escoffier). Unica per la sua ricchezza, completezza e vastità la raccolta dedicata al Circolo del Bon Bock con inviti e menu, disegnati dai più significativi artisti dell'epoca, che coprono l'ultimo ventennio dell'Ottocento. La raccolta comprende anche i 44 esemplari collezionati dal Capitano Medici da Marignano e la storica collezione (165 pezzi) di Alberto Cougnet, medico, spadaccino, nato a Nizza nell'Ottocento quando la città ancora era italiana, padre di quell'Armando Cougnet fondatore della "Gazzetta dello Sport" e del Giro d'Italia, amante della tavola, scrittore di libri di cucina e collezionista insaziabile di menu.

Non vanno, poi, dimenticati i menu appositamente disegnati da artisti moderni o relativi agli altri Paesi europei (circa 400) e ad altri Stati di tutti i continenti. Numerosi esemplari della raccolta sono presenti in pubblicazioni monografiche, da Le menu - Une histoire illustre de 1751 à nos jours, di Philippe Mordaq, a Il menu tra storia ed arte, al catalogo della mostra E per finire frutta cotta, al Teatro Regio di Parma nel 2002. Una raccolta di tali dimensioni e di un simile livello qualitativo, permette molteplici percorsi di lettura, da quello stilistico, legato all'evoluzione del gusto e dell'estetica nel corso del tempo, a quello più propriamente culinario, di valutazione dei piatti presenti e degli accostamenti rilevati.

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