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Liquirizia di Calabria D.O.P.

Prodotta nell’area costiera della regione

Il primo ad avere fiuto imprenditoriale, forse inebriato dall’intenso profumo di quella pianta che cresceva spontanea e rigogliosa lungo il litorale calabrese, sembra sia stato il Duca di Corigliano che, nel 1715, intuì che la liquirizia poteva essere una ricchezza. Detto fatto, impiantò una fabbrica, alla quale si aggiunsero, nella Sibaritide, altre simili, avviate da ricche e nobili famiglie della zona. Un vero successo (il prodotto conquistò anche i mercati stranieri), dovuto all’abbondanza di questa radice e alla sua ottima qualità, al fatto che la produzione si rivelò fin da subito redditizia e al formarsi di un esteso gruppo di tecnici e di operai specializzati in tutte le fasi del ciclo, dalla raccolta della radice alla produzione dell’estratto.
Nel corso dell’Ottocento e sino alla seconda guerra mondiale, diversi fattori di portata internazionale gettarono in crisi il grande polo calabrese della liquirizia, al punto che molti opifici storici caddero in disuso e solo poche imprese riuscirono a sopravvivere. Sono quelle che hanno permesso alla Liquirizia di Calabria di arrivare “sana e salva” nel XXI secolo.
Oggi, la mitica radice calabrese, prodotta nell’area costiera della regione, soprattutto nei territori di Castrovillari, Corigliano e Rossano, è apprezzata in tutto il mondo, non solo per i suoi impieghi in diversi settori industriali, in particolare quello dolciario, ma anche per le sue proprietà benefiche, da quelle sull’apparato respiratorio e digestivo a quelle antinfiammatorie, cicatrizzanti e dissetanti.
Garantita dall’importante riconoscimento europeo della Denominazione di Origine Protetta dal 2011, per la radice e l’estratto di radice, e sostenuta dall’omonimo Consorzio di tutela e di valorizzazione, è di qualità superiore rispetto ad altre varietà conosciute, grazie alla natura del suolo e al clima calabrese, che permettono di ottenere un prodotto dal profumo intensissimo e dal gusto più dolce che amarognolo. Non a caso, si è guadagnata l’appellativo di “Principessa di Calabria”.
La radice è in commercio sotto forma di bastoncini da masticare, tagliuzzata per decotti e tisane o ridotta in polvere, mentre l’estratto, ottenuto mediante la bollitura in acqua della radice e la successiva concentrazione del succo attraverso l’evaporazione lenta della parte liquida, viene commercializzato nelle forme più svariate. Sia sotto forma di radice che di estratto, la Liquirizia di Calabria trova un ampio impiego anche in cucina per la preparazione di piatti a cui dona un sapore e un aroma ricercato, dagli antipasti ai primi, dai secondi ai dessert.