Salta al contenuto principale Salta alla mappa del sito a fondo pagina

Pistacchio di Bronte

Il Pistacchio di Bronte è un ingrediente indispensabile della pasticceria siciliana, utilizzato in granella o in pasta nella preparazione di torroni, cassate, gelati.

La storia

La cittadina di Bronte è situata sopra un pendio lavico, a 760 metri di quota a Nord-Ovest dell’Etna.
Nel suo territorio la coltivazione del pistacchio si è sviluppata a partire dalla dominazione araba (questo piccolo frutto ha, infatti, origine nel Medio Oriente): ancora oggi il termine siciliano per definire il pistacchio è “frastuca”, dall’arabo “fustuq”, mentre “frastucara” indica il pistacchieto.

Questo “giacimento” unico in Italia ha una produzione limitata e, di conseguenza, molto pregiata. La coltivazione del pistacchio è, infatti, decisamente laboriosa: le piante, oltre a fruttificare ogni due anni, crescono su terreni che impediscono la raccolta meccanica. Frutto del felice connubio fra pianta, terreno ricco di sali minerali, sole ed aria della Sicilia, il sapore intenso e pieno, unito al profumo resinoso e grasso, rendono questo piccolo frutto un gioiello speciale.

Il Pistacchio di Bronte

Il pistacchio coltivato su questa terra è ricco di qualità organolettiche e di un’alta concentrazione di vitamine e proteine.

Il Pistacchio di Bronte è un ingrediente indispensabile della pasticceria siciliana, utilizzato in granella o in pasta nella preparazione di torroni, cassate, gelati; ma viene impiegato anche nella norcineria per l’impasto di salsicce, mortadelle e per la preparazione della galantina.

In biblioteca
G. BARONI, Del pistacchio: memoria letta all'Accademia dei Georgofili di Firenze…, Firenze, s.n., 1841;
G. LEONE, La coltivazione del pistacchio, Caltanisetta, Tip. Paruzzo, 1969;
I. PELLEGRINO FARO, L'oro verde di Sicilia: percorsi storico–gastronomici sul Pistacchio, Enna, Il lunario, 2007.