Salta al contenuto principale Salta alla mappa del sito a fondo pagina

Menù ferroviari

Banchetti e festeggiamenti per l’inaugurazione del traforo del Sempione nel maggio del 1906
Giancarlo Gonizzi - Curatore Biblioteca gastronomica Academia Barilla

La storia fra piatti e tovaglioli? Sì, perché vicende emblematiche del nostro Paese sono legate a banchetti memorabili e i relativi menù, umili testimoni di grandi eventi, possono rievocare e far gustare ancora oggi sapori ed emozioni ormai lontani.
Custode di queste straordinarie testimonianze è la Biblioteca Gastronomica di Academia Barilla, che schiude la sua eccezionale raccolta ai lettori della “Gazzetta” per ricordare che, in ogni tempo, il cibo è portatore di cultura e di civiltà.

 

Il traforo ferroviario del Sempione: un’opera colossale e avveniristica che, nel 1906, sette anni dopo il primo colpo di trivella, veniva inaugurata con cerimonie straordinarie e celebrata con l’allestimento dell’Esposizione Internazionale di Milano.

La galleria sotto il monte Leone - che con i suoi 19.825 metri era all’epoca il più lungo tratto ferroviario del mondo sotto una montagna - scavata tra Iselle (Novara), in Val d’Ossola e Briga, nel cantone svizzero del Vallese, avrebbe permesso di collegare l’Italia all’alta valle del Rodano e al Nord Europa, riducendo in maniera drastica i tempi di trasferimento delle persone e delle merci lungo una delle principali vie di commercio utilizzata, con il valico a 2005 metri, fin dall’epoca romana.

Sabato 19 maggio 1906, il grande tunnel e la linea ferroviaria del Sempione, fra Domodossola e Briga, erano inaugurati dai capi dei due Stati confinanti: il re d’Italia Vittorio Emanuele III e il presidente della Confederazione Elvetica, Ludwig Forrer. Nella grande stazione internazionale di Briga si svolse l’incontro fra i due capi di Stato e le relative delegazioni, si tenne la colazione ufficiale e il momento solenne del brindisi. Alle 14.30 le due delegazioni si spostarono a Domodossola e nel salone della stazione internazionale vennero pronunciati i discorsi ufficiali.

Una medaglia ricorda l’epica impresa ingegneristica e un menù di gala - uno tra i diversi legati alle numerose manifestazioni di quei giorni conservato presso la Biblioteca gastronomica di Academia Barilla - ci riporta al clima e alle speranze di un’epoca in cui il progresso pareva correre verso orizzonti di pace.