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La “Stella Polare” nel mare artico

Il pranzo del Duca degli Abruzzi al Polo il 18 aprile 1900

Giancarlo Gonizzi - Curatore Biblioteca gastronomica Academia Barilla

La storia fra piatti e tovaglioli? Sì, perché vicende emblematiche del nostro Paese sono legate a banchetti memorabili e i relativi menù, umili testimoni di grandi eventi, possono rievocare e far gustare ancora oggi sapori ed emozioni ormai lontani.

Custode di queste straordinarie testimonianze è la Biblioteca Gastronomica di Academia Barilla, che schiude la sua eccezionale raccolta ai lettori della “Gazzetta” per ricordare che, in ogni tempo, il cibo è portatore di cultura e di civiltà.

Alla fine dell’Ottocento gli esploratori occidentali erano ancora impegnati a svelare ampie zone inesplorate del pianeta.  Il brigantino “Jason” - scafo in legno di 48 metri e motore da 60 cavalli - varato nel 1881 per la caccia alle foche, nel gennaio del 1899 veniva acquistato dall’Italia, ribattezzato “Stella Polare”, trasformato per sopportare le enormi pressioni del ghiaccio ed equipaggiato per la missione scientifica e di esplorazione guidata dal Principe Luigi Amedeo di Savoia, Duca degli Abruzzi, allora ventiseienne Tenente di Vascello della Regia Marina Italiana, assieme ad Umberto Cagni, comandante in seconda di 36 anni e al medico Achille Cavalli Molinelli, che si prefiggeva di giungere alla terra più settentrionale via nave e, una volta impiantato il campo base, raggiungere il Polo Nord ancora inviolato con slitte trainate da cani.

Il 25 aprile 1900 la spedizione sarebbe giunta, dopo immani fatiche, alla latitudine di 86° 33’ 49” Nord e superato di 35 chilometri il primato di cinque anni prima dell’esploratore norvegese Fridtjof Nansen,

Un prezioso menù manoscritto, conservato dalla Biblioteca gastronomica di Academia Barilla, ricorda il pranzo allestito al campo base per celebrare il ritorno del primo gruppo di esploratori e ci riporta all’epopea eroica e dolorosa della conquista del Grande Nord.