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Addio al cuoco

La piazza Quasi a conferma della fine del primato italiano, assistiamo alla “scomparsa” del cuoco nella letteratura gastronomica, soppiantato da scalchi e trincianti, coppieri e bottiglieri, e relegato entro i confini delle faccende di cucina e ormai privato dell'antico prestigio. Sembra anzi che la letteratura cominci a serbargli qualche accento d'irrisione, come nella Piazza universale di Tommaso Garzoni da Bagnacavallo (1549-1589), enciclopedico repertorio di “tutte le professioni del mondo”, pubblicata per la prima volta a Venezia nel 1585, dove le iperboli laudatorie fanno intendere una realtà ben più prosaica.
Banchetti de' mal cibati Il bolognese Giulio Cesare Croce (1550-1609) con La sollecita e studiosa Accademia dei Golosi, il Lamento de' bevanti per la gran carestia del vino, L'eccellenza e trionfo del porco (Bologna, Cocchi, 1600 ca.), i Banchetti de' mal cibati  (Bologna, 1591) e La barca de' rovinati, che si affiancano a tante altre opere dello stesso genere, non è tanto preoccupato d'insegnare e di informare in materia di gastronomia, quanto di proporre, stravolgendoli in estrosi divertimenti di gusto popolare, i drammatici e incombenti problemi della fame, della carestia e della sopravvivenza in un secolo funestato da guerre, epidemie e crisi economiche disastrose.