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I «100 libri» della cucina italiana

Per una storia dell'editoria gastronomica in Italia

“Chi cucina non cucina mai sola.
In cucina anche la cuoca più solitaria
è circondata da generazioni di cuoche
del passato, dai consigli e dai menu
delle cuoche del presente, dalla
saggezza di chi scrive libri di cucina”.

Laurie Colwin

Alla cultura italiana si deve un ruolo di primo piano a livello europeo nella elaborazione di una letteratura gastronomica e delle sue stesse regole e forme, grazie agli apporti di cuochi, uomini di lettere e scienza, storici, eruditi e moralisti che nel corso dei secoli si sono dedicati ad approfondire e organizzare competenze e conoscenze, dando origine ad una sorta di biblioteca ideale di cucina.
Se, infatti, presso ogni civiltà, si conoscono testimonianze, anche assai remote, di testi legati alla cucina, sotto forma di aforismi di dietetica, di prescrizioni d'igiene alimentare o trattati d'agricoltura, con riferimento particolare alla produzione degli alimenti, o anche libri di ricette, spetta storicamente all'Italia il primato editoriale nella elaborazione teorico-pratica legata alla gastronomia, almeno fino al limite della maturità di questa arte, segnato nell'età del Rinascimento, e anche oltre, verso un'epoca in cui era destinata a prevalere un'altra grande tradizione, quella francese, peraltro inconcepibile senza le connessioni con la trattatistica italiana dei secoli XV, XVI e XVII.

Così, la raccolta di ricettari, trattati di cucina e testi sopra lo scalco, sul trinciante e sui vini che andiamo a proporre, è nata dalla volontà di documentare per quanto possibile il lavoro di accumulo e di selezione compiuto dalla cultura gastronomica italiana lungo l'arco di sette secoli e di offrire al lettore un panorama delle opere più significative, in senso storico, così da costituire “la” biblioteca gastronomica italiana, così ricca e affascinante che i “100 libri” idealmente citati nel titolo, stentano a rappresentare estesamente la materia. Consentono tuttavia, in una visione di sintesi, di abbracciare l'evoluzione dell'arte gastronomica con uno sguardo d'insieme, lasciando al lettore curioso la possibilità di approfondire, attraverso i link interni, i contenuti delle principali opere, offerte qui per la prima volta da Academia Barilla, in versione digitale nella loro completezza e presentate compiutamente da specifiche schede.

NOTA BIBLIOGRAFICA
Liberamente tratto e adattato da: M. ALBERINI, Gastronomia, in Enciclopedia Europea, Torino, Garzanti, 1977, V, pp. 249-250; DI CARPEGNA C., Miti e realtà nella letteratura gastronomica italiana, in Gastronomia e società, Milano, Franco Angeli, 1984, pp. 75-148; E. FACCIOLI, L'arte della cucina in Italia, Torino, Einaudi, 1987, pp. VII-XXXI; M. MONTANARI, Leggere il cibo: un viaggio nella letteratura gastronomica, in La cucina bricconcella: 1891-1991 Pellegrino Artusi e l'arte di mangiar bene cento anni dopo, Bologna, Grafis, 1991, pp. 23-40.