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Dopo l'Artusi

Il re dei cuochiIl principe dei cuochiRe dei cuochiVero re dei cucinieri L'imperatore dei cuochi  Anche nel campo della letteratura gastronomica l'impatto di Artusi è dirompente. “Non c'è ricettario italiano successivo, fino agli anni Quaranta del Novecento e oltre, che non si misuri col modello artusiano, anche quando temerariamente se ne discosti”.
La Scienza in cucina viene saccheggiata, parafrasata, compendiata, aggiornata, riveduta, corretta: ma rimane per tutti il paradigma cui fare riferimento. E anziché affievolire la concorrenza editoriale, il successo dell'Artusi è di stimolo alla pubblicazione di nuovi (e vecchi) libri di cucina.
Sono numerose le riedizioni di opere precedenti: Il re dei cuochi, di Giovanni Nelli (XIX sec.) è ristampato più volte, mentre escono, in una sorta di escalation del potere cucinario Il principe dei cuochi del napoletano Francesco Palma nel 1881, un anonimo, più breve ed economico Re dei cuochi, uscito a Firenze nel 1874, il Vero re dei cucinieri di G. Belloni, pubblicato a Milano nel 1890 e riveduto nel 1895 con l'aggiunta di una Cucina per le persone di stomaco delicato; ed infine L'imperatore dei cuochi, compilato dal Conte Vitaliano Bossi, coadiuvato per la parte tecnica dal capo-cuoco Ercole Salvi e pubblicato a Roma a dispense fra il 1894 ed il 1895.
Ma tante sono anche le novità editoriali che si affacciano sul mercato negli anni che precedono il primo conflitto mondiale. Nel 1900 esce il primo libro di cucina scritto e firmato in Italia da una donna: è Come posso mangiar bene?, pubblicato a Milano da Giulia Ferrari Tamburini (XIX-XX sec.). Quattro anni dopo esce a Venezia Ecco il tuo libro di cucina, un ponderoso manuale di oltre mille pagine rivolto alle famiglie e opera di Giulia Lazzari Turco (1848-1912), amica e collaboratrice dell'Artusi che, con lui, condivide diverse ricette e che, nel 1908 propone “per la massaia economa” Il piccolo focolare. Nel 1909 esce a Milano La nuova cucina delle specialità regionali "appositamente compilata dal dott. V. Agnetti” di non secondario rilievo culturale per l'azione di recupero delle tradizioni trascurate o ignorate dall'Artusi. Nel 1910 esce a Bracciano, nel Lazio, quello che è forse il primo ricettario monografico italiano dedicato alla cucina ittica: Il pesce nella cucina casalinga, ovvero l'arte di conoscere e cucinare il pesce, opera di Adolfo Giaquinto (1847-1937). Dal 1912 esce a Firenze – dove l'Artusi deve aver certo creato un terreno favorevole – l'Almanacco gastronomico diretto da Giulio Piccinni in arte Jarro (1849-1915).
Nuova è anche l'impostazione del volume postumo del forlivese – e amico intimo di Artusi – Olindo Guerrini (1845–1916) L'arte di utilizzare gli avanzi della mensa, pubblicato postumo a Roma nel 1918 rinvigorendo il filone della parsimonia gastronomica così caro alla cultura medio borghese.
Ma un “nuovo”, dirompente e smanioso di dare un taglio netto alla tradizione, è ormai alle porte.