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Caterina De' Medici

Firenze, 1519 - Blois, 1589

Vita e storia

Caterina De'MediciNipote di Lorenzo il Magnifico, moglie di Enrico II di Valois, Caterina fu una delle più importanti donne del Rinascimento, soprattutto per la sua abilità nel gestire il regno nei problemi di lotte religiose ed intrighi di palazzo, prima e dopo la morte del marito.
Fu per suo merito se la Francia mantenne la propria unità nazionale e i figli poterono ambire ed ottenere il trono di un regno. Sposa a quattordici anni, per ragioni politiche, al suo arrivo in Francia aveva deluso un po’ tutti: dallo sposo promesso che, bell’uomo, si trovò di fianco una fanciulla non particolarmente avvenente, al popolo che la considerava una straniera di basso lignaggio.

Oltre ad un freddo benvenuto, Caterina per quasi un decennio non riuscì a concepire un figlio: questa situazione rese la sua permanenza a Corte dubbia ed infelice. La sovrana non si perse d’animo ed accettò di buon grado ogni sorta di consiglio dai medici di Corte.

Non è dato sapere se il merito vada attribuito ai consigli dei vari archiatri o al fatto che la giovane fiorentina avesse portato con se dalla terra natia un manipolo di cuochi fidati; fatto è che questi ultimi presero a somministrare alla coppia reale cibi atti a favorire (secondo le credenze dell’epoca) un felice concepimento: Caterina metterà al mondo ben nove figli.

La regina di Francia portò al suo paese adottivo molte usanze della colta e civile Toscana, sia l’eleganza delle sue tavole (a Firenze si usavano già da tempo le forchette semisconosciute sulle tavole francesi) decorate di fiori e piccole sculture di zucchero, sia gli usi culinari che prevedevano una maggiore separazione dei sapori dolci e salati e l’introduzione di alimenti quali l’olio, il vino del Chianti, i fagioli bianchi…

Grazie alla sua perseveranza ed all’indubbio senso pratico, la “straniera” diverrà una regina amata e lascerà il suo segno distintivo in un Paese che le deve ancor oggi moltissimo.

La Ricetta

Cibreo

È una ricetta tipica toscana che ha molti contatti con la francese Finanzière, a sua volta ispiratrice della Finanziera piemontese.

Ingredienti (per 4 persone)

  • 500 g di fegatini di pollo e di fagioli
  • 1 cipolla tritata
  • 4 foglie di salvia
  • 50 g di burro
  • 2 cucchiai d'olio extravergine di oliva
  • 2 tuorli d'uovo
  • ½ limone
  • brodo di pollo
  • farina
  • sale e pepe

Preparazione

Far imbiondire la cipolla nell’olio e nel burro senza farla colorire. Togliere il fiele ai fegatini e tritarli con i fagioli grossolanamente, infarinarli ed unirli alla cipolla con qualche foglia di salvia, sale e pepe.

Lasciar cuocere a fuoco medio per 10 minuti bagnando col brodo; togliere il tegame dal fuoco ed unire i tuorli precedentemente sbattuti col succo di limone. Lasciar riposare alcuni minuti e servire l’intingolo su fette di pane toscano casereccio leggermente abbrustolite.

In biblioteca
M. RINALDI, La storia è servita: vizi e virtù nel piatto dei grandi della storia, Milano, Golosia & C., 1996.