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Gioacchino Rossini

Pesaro, 1792 – Parigi, 1868

Vita e storia

Gioacchino RossiniFiglio di musicisti – il padre era un suonatore di corno e la madre una cantante lirica – il piccolo Gioacchino eredita il talento con i geni. Trasferitosi coi genitori a Bologna metterà a frutto le proprie qualità musicali aiutando l’economia familiare: ha già fornito prova delle sue qualità di compositore ed è a quelle che si dedicherà in prevalenza, non desiderando particolarmente divenire strumentista o cantante (pur avendo una bella voce).

S’iscriverà al liceo musicale nella classe del padre Mattei e qui scriverà la sua prima opera “Demetrio e Polibio”; dopo quattro anni concludendo gli studi si getterà anima e corpo nella composizione. Nel 1813, dopo aver ottenuto il suo primo successo con “Tancredi”, gli verrà affidata la composizione di alcune opere dall’impresario Barbata. Sarà una lunga collana: tra queste “Il barbiere di Siviglia”, “La gazza ladra”, “Semiramide”…

Nel 1823 si trasferirà a Parigi divenendo direttore del teatro italiano ed intendente generale del Re: qui scriverà il suo ultimo capolavoro, “Guglielmo Tell”, rappresentato all’Opéra nel 1829. Tornato in Italia vi resterà per circa un ventennio ma passerà nella sua casa parigina gli ultimi anni prima della morte.

Dominatore della scena musicale del XIX secolo, Rossini fu anche famoso gourmet: originario d’una regione in cui la cucina è importantissima, giovane studente nella “grassa” Bologna, musicista affermato nella raffinata Parigi, il suo percorso di vita si svolse nei luoghi del cibo e della cucina più famosa. La modesta vita giovanile lo spinse ad apprezzare, appena riuscì a permetterselo, il cibo raffinato ed il godimento che ne derivava.

Amò particolarmente il tartufo, che volle in molte preparazioni, ed il francese foie gras. Molte ricette gli sono ancor oggi attribuite e molte ne ispirò nel corso della sua carriera.

La ricetta

Tournedos alla Rossini

Ingredienti (per 6 persone)

  • filetto di manzo tagliato a fette di 4 cm di spessore, una per ogni commensale
  • 10 g di burro
  • una fetta di fois gras fresco
  • 2 fette di Tartufo nero
  • una fetta di pancarré
  • un cucchiaio di Madera

Preparazione

Legare le fette di filetto con spago perché non perdano la forma rotonda in cottura: dorarle nel burro lasciandole leggermente al sangue, quindi togliere lo spago.

Friggere in olio e burro le fette di pane; appoggiare su ogni fetta un tournedos, coprirlo con la fetta di foie gras e guarnirlo con le fettine di tartufo passate precedentemente al burro.

Versare il Madera nel fondo di cottura della carne, far restringere e cospargere i tournedos al momento di servire.

In biblioteca 
P. CECCHINI, In cucina con Rossini: ricette, lettere, aneddoti, motti, frizzi e bisticci del Cigno Pesarese, Ancona, Tecnoprint, 1992c;
F. RIDOLFI, A tavola con Rossini, Pesaro, 1992. Pubbl. in occasione del secondo centenario rossiniano 1792-1992;
T. BEAUVERT, Musica per il palato: a tavola con Rossini, Milano, A. Mondadori, 1997;
A. PAVONE, Personalità a tavola: l'evoluzione gastronomica e le ricette dei grandi personaggi della storia, Valentano, Scipioni, 1998.