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Giuseppe Garibaldi

Nizza, 1807 – Caprera, 1882

Vita e storia

Giuseppe GaribaldiDel giovane avventuriero fuggito in Argentina, dall’Italia e da una condanna a morte per esser stato mazziniano e rivoluzionario, parlano i libri di storia; la sua avventura di corsaro fu redenta da un fascino personale indubbio e così pure gli si perdonò un matrimonio chiacchierato in nome di un grande amore. La sua “glorificazione” avvenne a furor di popolo dopo le battaglie che lo videro fautore principale e convinto dell’unità del nostro Paese.

Ma dietro questa facciata di gloria e quasi di “sovraesposizione mediatica” (ovviamente coi media di allora), vi era un uomo le cui esigenze personali trovarono espressione concreta e piena forse solo negli ultimi anni della propria vita: il suo spirito di uomo di mare, che fu sua caratteristica tutta naturale, lo spinse a voler vedere questo fraterno elemento da ogni finestra della sua casa a Caprera, ma anche ad essere sobrio e ad accontentarsi della realizzazione dei propri sobri sogni; furono gli altri ad ingigantire la sua vita ma lui mantenne la propria rotta personale, i propri gusti semplici, il proprio coraggio, la veemenza talvolta, pur sapendo ben usare le occasioni che la popolarità gli offrì… per gli altri.

La ricetta

Inno di Garibaldi

Per molto tempo si attribuirono al colore scelto da Garibaldi per le divise dei suoi soldati valenze di coraggio e sacrificio… si seppe poi che la scelta fu un caso: quella tela rossa era una partita di stoffa di poco prezzo comprata dall’eroe a Montevideo e destinata in origine alle divise dei macellai di Buenos Aires. Ma a quel colore si ispirò la povera gente per rendere importante anche un umile piatto d’avanzi della cucina popolare livornese.

Ingredienti (per 6 persone)

  • 500 g di lesso avanzato
  • 500 g di patate tagliate a pezzetti
  • uno spicchio d'aglio
  • rosmarino q.b.
  • 2 cucchiai d'olio extravergine di oliva
  • 4 pomodori pelati (o conserva di pomodoro)
  • sale e pepe q.b.

Preparazione

In una teglia capace, far rosolare l’aglio con l’olio ed il rametto di rosmarino, unire le patate e portarle quasi a cottura.

Salare ed aggiungere i pomodori ed eventualmente qualche cucchiaio di brodo; infine aggiungere il lesso tagliato a fettine, lasciare insaporire bene e spolverare di pepe a piacere. Si serve caldissimo.

In biblioteca
M. RINALDI, La storia è servita: vizi e virtù nel piatto dei grandi della storia, Milano, Golosia & C., 1996.