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Marco Porcio Catone, detto Catone il Censore

Tuscolo, 234 a. C. - Roma, 149 a. C.

Vita e storia

Marco Porcio Catone

Pur essendo di modesta origine, Catone riuscì ad ottenere importanti cariche nella Roma Repubblicana grazie alla sua cultura, alla sua serietà e morigeratezza, al suo coraggio che lo portò a battersi valorosamente nella battaglia del Metauro contro i Cartaginesi.

Strenuo difensore della tradizione romana negli usi e costumi, si oppose in ogni modo alla modificazione della società frutto degli influssi greci ed orientali della sua epoca. Divenne un censore poco gradito dalla città, ma convinto delle proprie idee. Catone non si tirò mai indietro davanti alle situazioni per lui inconcepibili; la salvezza del popolo romano risiedeva nella sobrietà antica, nei valori familiari, nell’oculatezza.

Nella sua opera, De agri cultura, offre tutta una serie di consigli ad un ipotetico contadino, buon padre di famiglia, sulla gestione del bilancio, della salute dei famigli, sulla dieta alimentare, sulla cura della vecchiaia… Ci fornisce anche un ampio elenco di ricette dell’epoca fra cui spiccano, per predilezione, i piatti poveri accomodati con i prodotti della terra: zuppe di cereali e legumi, focacce, conserve di frutta, olive e vino.

Le ricette

Savillum

Si tratta di una specie di focaccia a base di formaggio e miele che assomiglia, nella preparazione, alle Seadas sarde.

Ingredienti

  • 150 g di farina
  • 750 g di ricotta (o formaggio fresco)
  • 70 g di Miele
  • 1 uovo
  • semi di papavero a piacere q.b.

Preparazione

Impastare il formaggio con la farina, il miele e l’uovo. Stendere l’impasto in una teglia unta e mettere in forno a 200° per circa 20-30 minuti lasciando la teglia coperta di stagnola per i primi 10 minuti. Quando la focaccia è cotta, cospargere di miele e, a piacere, di semi di papavero; rimettere nel forno per 5 minuti prima di servire.


Seadas sarde

Ingredienti

  • 250 g di farina
  • 200 g di fiore sardo
  • miele di castagno q.b.
  • un cucchiaio di strutto
  • scorza di limone e di arancia grattugiata q.b.
  • un bicchierino di grappa
  • zucchero semolato q.b.
  • olio extravergine di oliva per friggere q.b.

Preparazione

In una terrina unire il formaggio grattugiato, le scorze degli agrumi, il bicchierino di grappa: impastare fino ad ottenere un composto morbido.

Sulla spianatoia impastare la farina con acqua calda aggiungendo, poco per volta, lo strutto (in Sardegna, nelle cucine di casa, si utilizza al posto dello strutto l’olio ricavato dal formaggio): ricavare una pasta elastica, stendere una sfoglia sottile e tagliarne dei dischi di circa 12 cm di diametro.

Su ogni disco porre un poco di ripieno, coprire con un altro disco e pressare bene i bordi, rifinendoli con una rotella da pasta. Friggere le Seadas in abbondante olio, scolarle e coprirle col miele o, a piacere, con lo zucchero: si mangiano calde.

In Biblioteca
M. RINALDI, La storia è servita: vizi e virtù nel piatto dei grandi della storia, Milano, Golosia & C., 1996.
ACCADEMIA ITALIANA DELLA CUCINA, Ricettario nazionale delle cucine regionali italiane, Studio Ricciardi, 1990 c.