Salta al contenuto principale Salta alla mappa del sito a fondo pagina

Maria Luigia d'Austria

Vienna, 1791 – Parma, 1847

Vita e storia

Maria Luigia d'AustriaLa figlia diciottenne dell’imperatore d’Austria Francesco I, visse la prima parte della sua esistenza nei rigidi cerimoniali della Corte Asburgica; fu educata con la disciplina dei rampolli imperiali soprattutto a svolgere i propri doveri di futura moglie di re.

Mai avrebbe immaginato che, sempre per la ragion di stato, il suo futuro consorte sarebbe stato quel Napoleone che gli istitutori e la famiglia avevano sempre dipinto come il nemico principale del proprio Paese.

Napoleone stesso, non avendo avuto un erede dalla prima moglie Giuseppina, seppure a malincuore, l’aveva dovuta ripudiare e piegarsi così alla ragion di stato… Ma fu sempre dolce e pieno di premure per questa sposa straniera e fece di tutto per farla amare dai Francesi.

Maria Luigia, per suo conto, si ritrovò dopo il rigore della sua casa, come la principessa delle favole, nella Corte più brillante d’Europa; mostrò di trovarcisi fanciullescamente bene: si “francesizzò” nei modi, nei vestiti, nell’alimentarsi…(in anni d’oro per la cucina francese) amando particolarmente i dolci (che non erano stati forse così presenti sulla sua tavola di bambina) e le raffinatezze della tavola.

Con la fine dell’Impero, la sovrana perse il marito, prigioniero delle grandi potenze che l’avevano sconfitto, il figlio avuto da lui, che, allontanato dalla madre, fu inviato alla Corte d’Austria come un prigioniero di riguardo e che qui morirà ancor giovanissimo; in cambio ebbe un piccolo ducato fra le nebbie della pianura padana: nella città di Parma cominciò la terza parte della sua vita.

Nel suo nuovo regno tenterà di rinverdire i fasti dell’Impero portando con sé una corte di cuochi e bauli di porcellane di Limoges: i parmigiani apprezzeranno e tutt’ora apprezzano l’eredità di “grandeur” e la cucina di Parma – unica nell'Emilia – porta ancora numerosi segni di influenze gastronomiche francesi.

La Ricetta

Tortelli verdi dolci

Molti sono i piatti francesi che giunsero a Parma con la Duchessa, molti furono i cuochi francesi che dopo la caduta dell’Impero emigrarono nelle capitali d’Europa: Parma ha sempre considerato motivo di vanto l’unione della propria tradizione popolare alla raffinatezza importata da Maria Luigia.

Ingredienti

  • 1 kg di pasta frolla
  • 1 kg di Spinaci
  • 250 g di ceci
  • 750 g di zucchero
  • 750 g di scorza di arance candita
  • 5 g di cannella
  • 3,3 g di semi di coriandolo
  • 2,3 g di noce moscata
  • 1,2 g d'anice
  • 1,2 g di chiodo di garofano

Preparazione

Dopo aver ammollato i ceci per una notte, lessarli e lessare anche gli spinaci. Quando entrambi saranno cotti scolarli molto bene e strizzare gli spinaci; tritare tutto finemente aggiungendo lo zucchero e la scorza d’arancia anch’essa tritata.

Fare riposare il pieno per una giornata poi unire le spezie macinate finemente: stendere la pasta frolla in strisce di spessore non troppo sottile e disporre delle palline di ripieno ben distanziate fra loro.

Ripiegare le strisce e ritagliare con l’apposita rotella dei tortelli a forma di mezzaluna; stendere i tortelli su una placca da forno imburrata ed infarinata e cuocerli in forno medio fino a che non appaiono dorati.

In biblioteca 
M. RINALDI, La storia è servita: vizi e virtù nel piatto dei grandi della storia, Milano, Golosia & C., 1996.