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Matilde di Canossa

Mantova, 1046 – Bondeno, 1115

Vita e storia

Matilde di CanossaFiglia di Bonifacio III degli Attoni, duca di Mantova e di Toscana e di Beatrice di Lorena, la giovane Matilde sarà fin dall’infanzia colpita duramente nei propri affetti: perderà molto presto padre e fratelli, soggiornerà bambina alla Corte di Sassonia, conoscerà il cugino Enrico, futuro Imperatore, sarà educata in modo degno del suo rango.

La sua avventura comincerà quando, sola, dovrà finalmente curarsi dell’eredità paterna ergendosi, contemporaneamente, anche a difesa del papa di cui si riteneva figlia spirituale. Fu una donna forte, e forse proprio per questo, rappresentò per quasi tutta la durata del suo regno, l’ago della bilancia nella contesa fra Impero e Papato; i due uomini più importanti della terra cercavano la sua saggezza ed il suo aiuto per ottenere i propri scopi.

Matilde contesa fra l’affetto per il cugino Imperatore e la devozione verso il Papa non si tirò indietro e come un perfetto diplomatico otterrà soddisfazione per entrambi, entrando, con l’episodio di Canossa nella storia. La tregua durò poco e Matilde dovette armarsi nuovamente e difendere il suo regno per lungo tempo; riuscì a mantenere intatto il suo marchesato e, finalmente in pace, si ritirò nel proprio castello preferito vivendo in sobrietà e preghiera fino alla fine dei suoi giorni.

Oggi le sue spoglie riposano in San Pietro a Roma.

La ricetta

Bianco mangiare

La Marchesa fu sobria per carattere ma raffinata per educazione. Si favoleggiò a lungo dei suoi banchetti e della loro squisita regalità. Questo piatto, forse d’origine orientale, si trova descritto proprio a partire dall’epoca di Matilde: oggi potremmo considerarlo come piatto unico, secondo e, nella versione priva di carne, anche come dessert.

Ingredienti

  • 300 g di mandorle
  • brodo di cappone q.b.
  • 2 petti di gallina o di cappone
  • 60 g di farina di riso
  • un litro di latte
  • 5 dl di latte di mandorle
  • acqua di rose
  • zucchero q.b.
  • burro q.b.
  • chiodo di garofano q.b.

Preparazione

Pelare le mandorle e pestarle nel mortaio con l’aiuto di un poco di brodo, quindi passarle al setaccio. Tagliare a pezzettini il petto di gallina precedentemente lessato e farlo dorare in poco burro.

Porre al fuoco una pentola antiaderente e versarvi il latte ed il latte di mandorle; quando bolle unire la farina di riso facendo attenzione a che non si formino grumi, il pollo ed un pizzico di zucchero.

Quando il composto si sarà addensato versarlo in coppette individuali, guarnire con mandorle tostate o con qualche chiodo di garofano. Insaporire con acqua di rose.

In biblioteca
M. RINALDI, La storia è servita: vizi e virtù nel piatto dei grandi della storia, Milano, Golosia & C., 1996.