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La “regina” del Mediterraneo

Sul finire degli anni Cinquanta del Novecento studi scientifici accurati dimostravano la stretta relazione fra alimentazione e salute e inpiduavano nello stile di vita italiano un modello equilibrato capace di prevenire i disturbi cardiovascolari tipici delle società più “evolute”. Nasceva così la definizione di “Dieta mediterranea” per indicare, non tanto una unitarietà gastronomica, ma la presenza di alcuni ingredienti base comuni a tutte le culture alimentari che, intorno a quel mare, si erano sviluppate: l’olivo, il grano e i cereali, le verdure, il pesce, la vite, capaci di dar vita a una sterminata serie di elaborazioni gastronomiche equilibrate sia dal punto di vista nutrizionale che della sostenibilità ambientale.

Una cultura che non esaurisce la propria dimensione nel piatto, ma che la allarga a comprendere ambienti e stili di vita. La coltivazione dei prodotti alimentari ha, infatti, determinato, grazie al lavoro di generazioni di agricoltori, la trasformazione del paesaggio dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo: grano, olivo e vite sono dei “marcatori” di specifici ambienti naturali pregiati che ancor oggi caratterizzano le nostre colline e le nostre pianure in un sapiente equilibrio ambientale conservatosi per millenni. Ma, pure, portatori di significati trascendenti la pura materialità, legati come sono alla religiosità dei popoli e ai loro riti, alla convivialità e alla identità stessa di genti e paesi.

Nel novembre del 2010 l’UNESCO inseriva la “Dieta mediterranea” nella lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, riconoscendo così il valore universale – da tutelare e promuovere – di uno “stile di vita” ormai millenario.

Lo Staff di Academia Barilla ha dedicato a questo ricchissimo scrigno di sapori autentici una importante pubblicazione – oltre 300 pagine – ripartita secondo la tradizionale scansione del pasto – antipasti, primi piatti, secondi piatti, verdure e contorni, dessert – aggiungendo alcuni capitoli dedicati al pane e alle focacce, base dell’alimentazione mediterranea e alle conserve e ai liquori. Ai pregevoli testi introduttivi di Guido, Luca, Paolo Barilla e Antonio e Nadia Santini, fanno seguito i saggi di inquadramento dedicati a quella che potrebbe essere definita la “cultura alimentare mediterranea”. Alle 130 ricette – selezionate con passione e intelligenza da Mario Grazia e rese fotograficamente con raffinata eleganza da Alberto Rossi – Lorena Carrara ha affiancato brevi note storiche e antropologiche, che scavano nella tradizione, rivelandone le radici profonde, i significati e le infinite variazioni. 

Quasi a ricordare che dietro ad ogni “sapore” si stende una lunga linea di conquiste, di capacità, di invenzioni, di significati, che spesso travalicano il puro limite alimentare, per toccare anche ambiti culturali e sociali, e che, racchiusi nella parola “saperi”, ci danno un’idea del valore da essi assunto. Un intelligente indice delle ricette e degli ingredienti completa l’opera, di grande formato e valore gastronomico.

Academia Barilla, che ha intrapreso con impegno un cammino di valorizzazione della cultura alimentare italiana, dedica doverosamente queste pagine alla “Dieta mediterranea” – e non solo alle sue ricette, ma ai suoi significati e tradizioni – nella convinzione che un corretto stile di vita e una sana alimentazione possano contribuire alla salute dell’uomo e al benessere della società.

Cucina mediterranea: aromi e sapori della tradizione mediterranea

ACADEMIA BARILLA, Vercelli, White Star, 2011.

Edizioni White Star
www.whitestar.it 


Gli Autori o gli Editori potranno inviare loro pubblicazioni che, a scelta della Redazione, potranno essere recensite in questo spazio al seguente indirizzo:
BIBLIOTECA GASTRONOMICA ACADEMIA BARILLA, LARGO CALAMANDREI 3/A – 43121 PARMA
Le pubblicazioni pervenute saranno comunque segnalate in questa rubrica ed entreranno nel patrimonio della Biblioteca gastronomica di Academia Barilla.