Salta al contenuto principale Salta alla mappa del sito a fondo pagina

Sicilia in tavola

L'isola dei sapori del sole

Il territorio

L’antica terra dei Siculi, fu contesa a lungo dai Fenici e dai Greci che vi avevano portato civiltà e cultura (e lasciato splendide tracce nei templi, come nella piana di Agrigento e nei teatri delle loro ricche città come a Taormina e Siracusa); divenne quindi provincia romana.

Alla caduta dell’Impero l'isola passò sotto il dominio Bizantino finché non fu conquistata dagli Arabi: grazie alle loro conoscenze in campo agricolo, scientifico, commerciale ed artistico, la regione godette di un periodo di prosperità, testimoniato anche da numerose vestigia architettoniche. La regione conobbe un ulteriore sviluppo col successivo regno normanno-svevo (di cui rimangono innumerevoli monumenti come lo splendido Duomo di Palermo o quello di Monreale).

La successiva signoria francese della casa d’Angiò suscitò il malcontento popolare che sfociò nei Vespri Siciliani; dopo la cacciata degli Angioini il governo dell’Isola fu consegnato alla corona spagnola, grazie al matrimonio del re di Spagna con la figlia dell’ultimo re svevo, Manfredi. Dopo varie successioni, la Sicilia entrò a far parte del regno dei Borboni di Napoli, che divennero re delle Due Sicilie. I moti garibaldini del 1860 ne cambieranno radicalmente la storia annettendola all’Italia Unita.

La caratteristica territoriale più evidente della Sicilia è la netta disparità morfologica e climatica fra le coste e l’entroterra, montuoso e spesso aspro come nelle spettacolari gole dell’Alcantara.
Le alte montagne, propaggine della dorsale appenninica, i monti Peloritani e Nebrodi, culminano nel gruppo delle Madonie; le altre formazioni sono perlopiù isolate: l’Altipiano Centrale, noto per le solfatare, i monti Erei e, a Sud- Est i Monti Iblei che insieme alle valli trapanesi e alla Val Demone producono gli oli extravergini DOP della regione.

Nel cuore dell’Isola s'innalza uno dei vulcani più attivi d'Europa, l’Etna, che fu creduto dagli antichi popoli la fucina del dio Vulcano.
Forte è il contrasto fra la nera mole della zona di culmine e le pendici intensamente coltivate a vigneti, mandorli, noccioli, pinoli, pistacchi (famosi quelli di Bronte, nella valle verso Catania) e fichi d’india.

L'isola non presenta nessuna vera grande pianura, ma ristrette piane alluvionali solcate da torrenti asciutti in estate e spesso rovinosi nella stagione piovosa e coste intensamente abitate e coltivate. Appartengono al territorio anche i piccoli arcipelaghi delle Egadi, estremo lembo frammentato dell’isola, Ustica e le Eolie d’origine vulcanica, le Pelagie e la solitaria Pantelleria da cui giungono uve di qualità come lo Zibibbo ed i famosi Capperi, coltivati al riparo dal vento in profonde buche scavate nel terreno.

La tradizione gastronomica e i prodotti della Sicilia

La tradizione gastronomica della regione si rifà a culture differenti fuse nel tempo fra loro ma con caratteristiche che ne denunciano l’origine. Di chiara derivazione araba il Cuscusu, (da cuscus), identico al cugino mediorientale, che unisce alla semola di grano un ricco brodetto di pesce.
Il riso è usato per la preparazione di polpettine ripiene, impanate e fritte, chiamate Arancini, sempre d’importazione araba.

Fra le colture importanti vi è quella del grano duro, che favorì nell'XI secolo la fabbricazione della pasta, presto diffusasi anche in altre regioni come la Liguria e, successivamente, la Campania.

Importantissima la pesca dei tonni (e dei pescespada), nel rito violento della mattanza; pesci che in massima parte sono poi lavorati come conserve e da cui si ricavano l’ottima Bottarga ed il caratteristico Salame di Tonno, ma che si consumano anche freschi in numerose ricette a base di pomodoro, magari di Pachino, olive, capperi di Pantelleria, limone o agrumi vari.

Il territorio non particolarmente adatto all’allevamento bovino, ha determinato anche in questa regione, un maggiore sviluppo della pastorizia con relativa produzione di formaggi quali il Pecorino Siciliano DOP, il  Ragusano DOP, il Piacintinu colorato con lo zafferano e la ricotta.

Proprio l’ottima ricotta, unita alle mandorle, ai pistacchi, alla frutta ed al miele, è spesso utilizzata nella pasticceria; i Cannoli ripieni e la Cassata ne sono i più validi rappresentanti.

Famosi pure i frutti alla Martorana, piccoli gioielli artistici di pasta di mandorle, imperdibili sorbetti e gelati anticamente fabbricati con le nevi dell’Etna e il succo degli agrumi.

Terra di vini importanti e famosi, ad elevata gradazione e liquorosi, la Sicilia è la patria del Marsala, ma vanno ricordati anche la Malvasia ed il Moscato di Pantelleria.

Alcune ricette tipiche della Sicilia

Sfincione
Si tratta di una specialità palermitana, anche se di fatto è conosciuta in tutta la Sicilia. Di antica tradizione, questa focaccia accompagna pietanze diverse. In alcuni casi è arricchita con formaggi o salumi.

Pasta alla Norma
Una delle ricette siciliane più famose al mondo che racchiude in sé i sapori più tipici della gastronomia isolana.

Braciolette di pesce spada
Questa deliziosa ricetta siciliana valorizza appieno la tenerezza e il gusto delicato della carne di uno dei re dei mari: il pesce spada.

Cannoli Siciliani
La cialda croccante racchiude al suo interno una crema dolce e avvolgente in un tripudio di sapori che racchiude in sé l’essenza della Sicilia.

Un prodotto tipico della Sicilia

Pistacchio di Bronte
Frutto del felice connubio fra pianta, terreno ricco di sali minerali, sole ed aria della Sicilia, il pistacchio di Bronte è un vera perla gastronomica della Sicilia. Ingrediente indispensabile della pasticceria siciliana, utilizzato in granella o in pasta nella preparazione di torroni, cassate, gelati. Viene impiegato anche nella norcineria per l’impasto di salsicce e mortadelle.

Storia e gastronomia

Procopio dei Coltelli
Partì dalla Sicilia e aprì il primo Caffè di Parigi, tuttora esistente ed attivo.