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Pasta alla jonica

  • 33 ′
  • Bassa
  • Primi piatti
Un primo piatto dai sapori forti che vi farà assaporare tutto il gusto della Calabria.

Ingredienti: Per 4 persone

  • 400 g di spaghetti
  • 300 g di pomodori freschi
  • 2 peperoni dolci o piccanti
  • 2 Spicchi d'aglio
  • 140 g di guanciale di maiale
  • 8 Foglie di basilico
  • 60 g di Pecorino grattugiato
  • 30 g d'olio extravergine di oliva
  • sale

Preparazione:

Tagliare il guanciale (o la pancetta) a dadini.

Lavate i peperoni, privateli dei semi e dei filamenti interni, tagliateli a pezzi e lessateli in una pentola con acqua bollente per 2 minuti.
Incidete con un coltello i pomodori e sbollentateli in una pentola piena d’acqua per 40 secondi. Fateli raffreddare immergendoli in acqua fredda, dopodichè pelateli, tagliateli in quarti e privateli dei semi.
Passate quindi i pomodori e i peperoni in un passaverdure o al mixer.

Ponete una padella su un fuoco di media intensità con l’olio e, appena questo sarà caldo, aggiungete l’aglio pelato e il guanciale e, appena avranno preso colore, unite il passato di pomodori e peperoni. Mescolate e fate cuocere per 10 minuti, quindi insaporite con il basilico.

Nel frattempo cucinate la pasta in abbondante acqua bollente e salata e, una volta trascorso il tempo di cottura indicato sulla confezione, scolatela, conditela con la salsa precedentemente preparata, cospargete con il pecorino grattugiato e servitela subito.

Storie nel piatto

Non vi è alcuna certezza riguardo la data di nascita della pasta anche se si ipotizza che sia stata preparata per la prima volta in un luogo non ben definito al confine tra Europa ed Asia oltre settemila anni fa. Probabilmente, infatti, a quel tempo qualche popolazione divenuta stanziale, iniziò a coltivare il grano e scoprì che macinandolo e mischiandone la farina con l’acqua era possibile ottenere un cibo piuttosto saporito. La pasta fresca, insomma, esiste praticamente da sempre, tanto che in Europa già ai tempi degli Etruschi era diffusa la “lagnon”: una grande sfoglia di pasta tagliata a strisce. La pasta secca, invece, cioè quella oggi più diffusa, fu inventata dagli Arabi che ne idearono l’essiccazione al sole con lo scopo di allungarne il tempo di conservazione per poterla portare in viaggio.
Contrariamente a quanto narra la leggenda che sostiene che fu Marco Polo a portare la pasta in Italia di ritorno dal suo viaggio in Cina, furono sempre gli Arabi ad introdurre la pasta in Italia: per l’esattezza in Sicilia.
Già nel XII secolo, infatti, nei pressi di Palermo nacque la prima fabbrica di pasta del continente europeo, tanto che la città siciliana divenne nel giro di poco tempo il maggior centro di produzione di pasta del Mediterraneo.

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