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Tagliatelle e ceci con peperoni secchi

  • 1 h
  • Bassa
  • Primi piatti
Un primo piatto rustico, da mangiare caldo nelle fredde giornate invernali.

Ingredienti: Per 4 persone

  • 10 oz di farina
  • 3 uova
  • ½ lb di ceci
  • 2 foglie di alloro
  • 5 peperoni secchi, in olio extra vergine d'oliva
  • 3 cl d'olio extravergine di oliva
  • sale e pepe q.b.

Preparazione:

Mettete i ceci a bagno in acqua fredda, per 12 ore.

Scolate i ceci e metteteli in una pentola, preferibilmente di terracotta, posta su un fuoco di media intensità con 2.5 litri d’acqua, e le foglie d’alloro.
Fate cucinare per circa 1 ora e mezza, fin quando i ceci non saranno cotti, aggiungendo un po’ d’acqua calda se la zuppa dovesse risultare troppo asciutta e mettendo il sale verso fine cottura.

Togliete quindi dal fuoco e frullate ¼ del composto, insaporendo con pepe a piacere.
Nel frattempo preparate la pasta mettendo la farina a fontana, aggiungendo le uova ed impastando fino ad ottenere una pasta omogenea.

Fatela riposare per 20 minuti coperta con un telo o con della pellicola per alimenti.

Con il matterello o con l’aiuto dell’apposita macchina, tirate la pasta in sfoglie sottili un paio di millimetri, infarinatela leggermente, ripiegatela più volte su se stessa e con un coltello tagliate delle tagliatelle di circa 5mm di larghezza.

Stendete le tagliatelle bene aperte su un vassoio leggermente infarinato e lasciatele ad asciugare per qualche minuto.
Cucinatele quindi in abbondante acqua bollente e salata e, dopo 5 minuti, scolatele, aggiungetele ai ceci e lasciate il tutto a legarsi bene.

Intanto mettete una piccola padella su un fuoco di media intensità, aggiungete l’olio e, quando caldo, i peperoni sgocciolati e tagliati a striscioline.

Fateli soffriggere un paio di minuti, quindi toglieteli dal fuoco, versateli nella pentola della pasta, mescolate e servite il tutto caldo.

Storie nel piatto

Le tagliatelle sono da sempre uno dei formati di pasta più rappresentativi della città di Bologna. Nella tradizione della città emiliana questo formato di pasta è considerato quasi sacro, al punto che nel 1972 la Confraternita del Tortellino e dall’Accademia Italiana della Cucina decisero di depositarne la ricetta presso la Camera di Commercio di Bologna, decretando che la larghezza esatta di una tagliatella cotta dovesse equivalere alla 12.270ima parte dell’altezza della torre degli Asinelli, ovvero ad 8 millimetri.
La storia delle tagliatelle è invece avvolta nel mistero, ma questo non ha impedito la nascita di credenze e leggende a riguardo. Una delle caratteristiche principali che accomuna la tradizione gastronomica di tutte le regioni d’Italia, infatti, è l’esistenza di storie legate alla nascita dei cibi la cui nascita si perde nei meandri del tempo. Queste storie solitamente nascono con l’intento di dirimere questioni campanilistiche riguardo l’origine di un cibo, come nel caso dei tortellini i quali, secondo una leggenda del Cerri, sarebbero nati a Castelfranco Emilia, o in altri casi, servirebbero a conferire un pizzico di “autorità” storica in più a certi cibi, legandone la nascita ad eventi eccezionali o a personaggi storici famosi.
Quest’ultimo caso è quello che riguarda le tagliatelle. Era il 1931 quando l’umorista bolognese Augusto Majani decise di nobilitare la famosissima pasta all’uovo legandone l’origine niente poco di meno che a Lucrezia Borgia. Il Majani, infatti, narrò che nel 1487, Giovanni II di Bentivoglio, a quel tempo signore di Bologna, chiese al suo cuoco personale, Mastro Zefirano, di organizzare una cena maestosa in onore di Lucrezia, che sarebbe stata ospite in città. nobildonna, infatti, era diretta a Ferrara per andare a sposare il Duca Alfonso D’Este, e il Bentivoglio aveva intenzione di renderle onore.
Vista la richiesta, il cuoco si sbizzarrì e diede vita ad un banchetto memorabile, dove, tra piccioni, pernici e cibi di ogni tipo, spiccò un nuovo tipo di pasta. Questa venne ricavata tagliando le tradizionali lasagne e dando forma a lunghe strisce dorate, in onore dei biondi capelli della futura sposa e dando così vita alle celebri tagliatelle.

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