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Sorbetto di limone

  • 1 h e 50 ′
  • Bassa
  • Dolci e Frutta
Goloso e dissetante, un dolce ideale da assaporare come digestivo al termine del pasto o come rinfresco durante la giornata.

Ingredienti: Per 8 persone

  • 1 kg di limoni di Procida
  • 5 dl d'acqua
  • 250 g di zucchero
  • 2 albumi d'uovo (facoltativo)

Preparazione:

Preparate uno sciroppo ponendo sul fuoco un pentolino con l’acqua, lo zucchero e le bucce di limone tagliate sottilmente e fate bollire il tutto per 5 -6 minuti. Lasciate quindi riposare lo sciroppo e, quando si sarà completamente raffreddato, filtratelo con un colino e aggiungetevi il succo filtrato dei limoni.

A questo punto se possedete una gelatiera, versatevelo e lasciatela lavorare per il tempo necessario ad ottenere un sorbetto della consistenza desiderata.

Se invece non ne siete in possesso, ponete il composto in una ciotola e mettetelo a raffreddare in freezer per 10 minuti; quindi estraetelo e, con una frusta, rompete i cristalli di ghiaccio e montatelo, quindi riponetelo in freezer per altri 10 minuti e così via, ripetendo l’operazione fino a quando il sorbetto non raggiungerà una consistenza omogenea senza parti d’acqua ghiacciata.

Per rendere il sorbetto più spumoso, se volete, potrete montare a neve molto ferma gli albumi di due uova e, quando il composto inizierà a solidificarsi, aggiungerle al sorbetto, mescolando con un delicato movimento dal basso verso l’alto con la frusta e procedendo secondo le istruzioni.

Lo Chef consiglia

Per evitare che il sorbetto risulti aspro, quando ricavate le bucce dai due limoni che poi utilizzerete per preparare lo sciroppo, fate attenzione che non rimanga attaccata alle bucce la parte bianca del limone.

Storie nel piatto

Com’è noto, la differenza tra gelati e sorbetti consiste nella presenza di latte nei primi e di soli acqua e zucchero nei secondi.
Data la loro semplicità, non è difficile intuire che i sorbetti abbiano un’origine più antica rispetto ai gelati.
Già nelle civiltà più remote, infatti, l’uomo ha imparato a conservare la neve e il ghiaccio in “nevaie” appositamente scavate nel terreno, per poterli poi utilizzare nei periodi più caldi dell’anno, per raffreddare bibite e vivande.
Le prime notizie di misture di ghiaccio e frutta provengono dalla Cina e risalgono a più di tre millenni fa, mentre sembra che nel V secolo a.C. fosse uso presso i popoli della Mesopotamia servire il vino ghiacciato o mischiato con neve o ghiaccio.
Anche nell’antico Egitto sembra fosse usanza dei nobili offrire agli ospiti un calice d’argento per metà pieno di ghiaccio e per l’altra metà di succo di frutta, tanto che pare che la stessa Cleopatra usasse offrirlo a Giulio Cesare.
Ma è proprio ai romani che è attribuibile la preparazione di una vivanda ghiacciata più densa ed elaborata, probabilmente il primo vero antenato del sorbetto moderno; era preparata, secondo Plinio, con ghiaccio, miele e frutta.
Fu solo con la dominazione araba della Sicilia, però, che si diffuse l’usanza di preparare i sorbetti con lo zucchero al posto del miele, dando così vita alle fresche vivande di cui l’Italia è ormai ritenuta la patria.

Lo sapevate che...

la parola sorbetto deriva dal termine arabo “sharbet” che vuol dire “dolce neve” e che deriverebbe a sua volta dal verbo “sherber” che vuol dire sorbire?

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