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Filetti all'italiana

  • 25 ′
  • Bassa
  • Secondi piatti
Succulenti filetti di manzo ai profumi italiani, da servire con una salsa al Marsala.

Ingredienti: Per 4 persone

  • 4 Fette di filetto di manzo dello spessore di circa 3 centimetri
  • 4 Fette di mozzarella
  • 4 Fette di prosciutto crudo
  • 4 Fette di tartufo bianco di Alba
  • burro fuso
  • un Bicchiere di Marsala
  • pane grattugiato
  • pepe

Preparazione:

Preparare i filetti

Battete leggermente i filetti e poi praticate un'incisione nello spessore di ciascun filetto, facendo però attenzione a non tagliarli completamente a metà.
Nella tasca che avrete così ricavato in ciascun filetto, introducete una fettina di mozzarella, una fetta di prosciutto e una fetta di tartufo.

Impanate i filetti, passandoli prima nel burro fuso e poi nel pane grattugiato.

Riscaldate un tegame con il burro e, appena inizia a friggere, ponetevi delicatamente i filetti e fate cuocere.
Quando saranno cotti, ma ancora leggermente al sangue, toglieteli dal tegame, conditeli con sale e pepe e poneteli su un piatto da portata.

Per una cottura media o ben cotta continuate la cottura in un forno preriscaldato a circa 200° C per 8/10 minuti.

Tenete i filetti al caldo, mentre preparate la salsa al Marsala con il fondo di cottura della carne.

Preparare la salsa al Marsala

Versate nel fondo di cottura della carne il bicchiere di Marsala e fatelo ridurre a calore vivo.

Versate la salsa così ottenuta sui filetti e portate in tavola.
Delle patate gratinate all'ultimo momento possono essere una perfetta guarnizione per questo piatto.

Storie nel piatto

Il Marsala, vino liquoroso prodotto in Sicilia, è il primo vino italiano a cui è stata attribuita la Denominazione di Origine Controllata (nel 1963).
Il nome di questo vino deriva da quello della città omonima di Marsala, dove la storia narra che, nel 1773, un commerciante inglese approdò per una sosta. Durante quei giorni, John Woodhouse (questo il nome del mercante) assaggiò il vino locale, invecchiato in botti di legno, di sapore simile ai vini spagnoli e portoghesi ben conosciuti dagli inglesi. Quando Woodhouse ripartì da Marsala, caricò sulla sua nave almeno 50 botti di questo vino, a cui aggiunse acquavite per alzarne il tenore alcolico e favorirne la conservazione.
Secondo la tradizione, una volta arrivato in patria, Woodhouse fece assaggiare questo vino ai connazionali presentandolo come prodotto di basso rango. Ai connazionali non piacque. Si racconta allora che, successivamente, il mercante lo ripropose agli inglesi ma, questa volta, presentandolo come un grande prodotto e ottenendo così un grande successo.
Woodhouse, sull'onda del successo ottenuto dal Marsala in Inghilterra, iniziò la sua produzione di Marsala in Sicilia, fondando il più antico stabilimento enologico siciliano.

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