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Insalata di pasta con asparagi

  • 25 ′
  • Bassa
  • Primi piatti
Un primo piatto fresco e semplice da preparare, ideale da consumare nelle giornate primaverili.

Ingredienti: Per 4 persone

  • 400 g di conchiglie
  • 150 g d'asparagi
  • 150 g di pomodori ciliegina
  • 100 g di mozzarella
  • 2 cl d'aceto balsamico
  • 1 cl d'aceto di vino bianco
  • 2 Rametti d'origano fresco
  • 5 cl d'Olio Extra Vergine d'Oliva
  • sale e pepe

Preparazione:

Cuocere la pasta in abbondante acqua, bollente e salata, scolandola un minuto prima dello scadere del tempo di cottura consigliato sulla confezione.
Quindi versatevi un cucchiaio d’olio d'oliva, mescolatela e ponetela a raffreddare.

Lavate i pomodorini e tagliateli a spicchi o a metà a seconda delle dimensioni.
Preparate quindi gli asparagi, pulendoli eliminando con un coltello la parte più dura del gambo.

Legateli a mazzetti e poneteli in piedi in una pentola alta e stretta. Immergeteli in acqua fredda fino ai 2/3 del gambo e fateli cuocere per 8 minuti circa dal momento in cui l’acqua inizia a bollire.

Appena pronti, scolateli e bloccate la cottura immergendoli brevemente in acqua fredda, quindi scolateli nuovamente.

Preparate una salsina emulsionando l'olio, l'aceto balsamico e quello di vino, il sale, il pepe e le foglioline di origano mescolandoli per bene, ma con delicatezza, con una frusta manuale o elettrica.

In un'insalatiera mettete la pasta e conditela con gli asparagi afettati grossolanamente, la mozzarella a cubetti e i pomodorini tagliati, condite quindi con la salsina appena emulsionata e mescolate con cura, quindi servite.

Storie nel piatto

L’asparago è una pianta originaria della Mesopotamia, che venne importata sulle sponde del Mediterraneo dagli Egizi, e si diffuse poi sia tra i Greci, tanto da essere citato da Teofrasto nella sua “Storia delle piante” nel IV secolo a.C., che tra gli antichi Romani.
Questi ultimi in particolare furono forse i primi ad apprezzarli oltre che per le doti terapeutiche, anche per le virtù gastronomiche, tanto che diversi autori, tra cui Giovenale e Marziale, tessono le lodi di alcune varietà tipiche della penisola italiana, mentre di Cesare si dice che li abbia assaggiati per la prima volta mentre si trovava in Lombardia e che amasse gustarli conditi con del burro.
In seguito alla caduta dell’Impero Romano, con la diminuzione delle aree coltivate, gli asparagi scomparvero quei totalmente dalle tavole, per ricomparire solo nel tardo Medioevo, quando divennero in breve tempo un cibo d’elite, anche grazie alla credenza che fossero un cibo afrodisiaco, avallata per altro dalla famosa Scuola Medica Salernitata.
Fu forse per questo che in Francia il Re Sole, Luigi XIV, fece costruire delle apposite serre a palazzo per poterli gustare anche d’Inverno, mentre sembra che Napoleone III arrivasse addirittura a rinviare i suoi incontri amorosi qualora non gli fosse prima possibile cibarsi di questi deliziosi vegetali.

Lo sapevate che...

già al tempo degli antichi romani era risaputo che gli asparagi vanno cotti solo per pochi minuti? Svetonio, infatti, per descrivere un’azione militare molto rapida compiuta da Augusto scrisse che per svolgerla c’era voluto meno tempo che per cuocere degli asparagi.

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