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Insalata estiva con fagioli bianchi

  • 30 ′
  • Bassa
  • Contorni
Un’insalata fresca e sostanziosa, ideale anche come piatto unico per i pranzi estivi.

Ingredienti: Per 4 persone

  • 250 g di fagioli bianchi di spagna lessi
  • 200 g di cetrioli
  • 1 cuore di sedano
  • 4 piccoli pomodori
  • un Ciuffetto di finocchio selvatico
  • 150 g d'insalata
  • 1 limone
  • 8 cl d'Olio Extra Vergine d'Oliva
  • sale q.b.
  • pepe in grani q.b.

Preparazione:

Ponete 80 grammi d'olio in un frullatore con il succo di un limone, del sale e un ciuffetto di finocchietto selvatico, quindi frullate il tutto fino ad ottenere una salsina omogenea.

Pelate il cetriolo, tagliatelo a metà per il lungo, svuotatelo dei semi e riducetelo a mezze rondelle che raccoglierete in una ciotola insieme con i fagioli di Spagna ben sgocciolati e il cuore di sedano pulito e tagliato a tocchetti, quindi condite il tutto con metà della salsina precedentemente preparata e mescolate accuratamente.

Pulite e lavate per bene la lattuga, quindi strappatela grossolanamente con le mani, disponetela sul fondo di un piatto da portata, adagiatevi sopra l’insalata di fagioli precedentemente preparata, guarnite il tutto con i pomodori precedentemente lavati e tagliati a rondelle e irrorate il tutto con la salsina rimasta.

Condite con una generosa macinata di pepe e servite.

Storie nel piatto

I fagioli sono una delle poche varietà vegetali che, già prima del viaggio di Cristoforo Colombo del 1492, erano diffuse sia in Europa che nelle Americhe.
La specie oggi conosciuta come quella dei “fagioli all’occhio” o dolica, infatti, è molto probabilmente originaria della regione occidentale dell’Asia e da lì si diffuse dapprima in Egitto, dove i fagioli venivano fra l’altro utilizzati come offerta votiva, e poi in Grecia e a Roma. Qui, però, sembra non fossero molto apprezzati venendo considerati una pietanza poco appetitosa e raffinata.
Le varietà più comuni al giorno d’oggi, invece, sono quelle originarie dell’America centro-meridionale, dove vennero coltivati per la prima volta oltre 7.000 anni fa.
Scoperti da Cristoforo Colombo già durante il suo secondo viaggio, la loro introduzione in Europa fu molto rapida e senza alcun dubbio venne favorita sia dalla loro similitudine con altri prodotti già conosciuti dagli Europei, sia dalla facilità con cui potevano essere coltivati e dal loro alto rendimento. Proprio per questo, a dispetto della loro “esoticità”, divennero nel giro di pochi anni un alimento caratteristico delle classi più umili, al punto che vennero soprannominati “la carne dei poveri”, sia per la loro economicità che per il loro alto valore nutritivo.

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