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Insalata di polpi e patate

  • 1 h
  • Bassa
  • Secondi piatti
Un’insalata semplice e leggera in cui l’attenta scelta dei condimenti esalta il gusto del polpo e delle patate.

Ingredienti: Per 4 persone

  • 1 polpo (di circa 1 kg)
  • 1 cipolla bianca
  • un Cucchiaio d'erba cipollina tritata
  • 400 g di patate
  • 1 limone
  • Sale marino integrale con olive nere q.b.
  • 3 cl d'Olio Extra Vergine d'Oliva Monti Iblei DOP
  • pepe nero q.b.
  • 15 ml d'aceto di vino bianco

Preparazione:

Pulite il polpo eliminando le interiora, gli occhi e il becco (cioè la formazione cornea che si trova all’altezza della testa). Lavatelo bene sotto l'acqua fredda corrente. Mettete a freddo il polpo in una pentola con abbondante acqua una cipolla e sale, e portate a bollore. Proseguite la cottura per almeno mezz'ora  o fino a che il polpo non risulti tenero.

Per accertarvi che il polpo sia cotto pungetelo con una forchetta: la carne non deve offrire resistenza, risultando tenera ma non disfatta. A questo punto scolatelo. Potete spellarlo a caldo, raschiando via la pelle con l’aiuto di un coltello, o dopo averlo fatto raffreddare. Tagliatelo a pezzi grossolanamente.

Nel frattempo sbucciate le patate e tagliatele a cubetti. Fatele cuocere in acqua bollente, salata e leggermente acidulata con l’aceto di vino per 10-15 minuti.

Mescolatele al polpo le patate, condite il tutto con un pizzico sale, il succo del limone, l'olio, il prezzemolo tritato e una spolverata di pepe.
Servite a temperatura ambiente.

Lo chef consiglia

Il polpo congelato può essere utilizzato ancor congelato subito nell’acqua bollente.
Il polpo fresco è meglio congelarlo prima di utilizzarlo per poterlo avere poi più morbido dopo la preparazione.

Storie nel piatto

La pianta della patata è originaria del Sud America, in particolare di Cile e Perù, dove viene coltivata da almeno 4 millenni.
Importata in Europa nel XVI secolo dallo spagnolo Pizzarro, il gustoso tubero venne però accolto con estrema diffidenza, tant’è che per diversi secoli venne considerato portatore di malattie.
La svolta nella storia del consumo della patata si deve al famoso agronomo francese Parmentier. Fatto prigioniero durante la Guerra dei Sette Anni, sopravvisse in prigione cibandosi solamente di  patate, scoprendone così gli alti valori nutritivi. Una volta finita la prigionia, decise quindi di fare della diffusione alimentare della patata la sua ragione di vita.
Parmentier elaborò così diversi modi di cucinare la patata e scrisse lunghe pagine sulla bontà del biondo tubero.
Vuole la leggenda che, resosi conto di quanto ostinata fosse la diffidenza dei popolani francesi, convinti che i nobili volessero avvelenarli con le patate, decise di ricorrere ad uno stratagemma. Acquistò nei pressi di Parigi un vasto terreno coltivato interamente a patate, e lo circondò con un’alta recinzione, disponendo diverse guardie a sorvegliarlo, per dare l’impressione che vi fosse coltivato qualcosa di estremamente prezioso e riservato soltanto ai nobili. Una notte, tuttavia, ordinò alle guardie di allontanarsi per lasciare libero accesso ai ladri. Questi ultimi, nel giro di qualche notte si fecero vivi e, aggirando la recinzione, fecero man bassa di patate che vennero poi rivendute in città come un cibo prezioso, sottratto ai ricchi e perciò ottimo da mangiare. Vennero così vinti i pregiudizi e Parmentier raggiunse il suo scopo.

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