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Minestrone alla genovese

  • 2 h
  • Bassa
  • Primi piatti
Tante ghiotte verdure e l’inconfondibile pesto alla Genovese per fare il pieno di vitamine ed energia!

Ingredienti: Per 6 persone

  • 2 patate
  • 1 melanzana
  • 2 zucchini
  • 100 g di verza
  • una Manciata di piselli
  • 100 g di fagiolini
  • 2 Manciate di fagioli borlotti
  • 200 g d'erbette
  • 2 Cucchiai d'olio extravergine di oliva
  • sale e pepe q.b.
  • uno Spicchio d'aglio
  • 300 g di pasta minuta
  • Parmigiano Reggiano q.b.
  • 30 g di basilico
  • 15 g di pinoli
  • uno Spicchio d'aglio
  • 6 cl d'olio extravergine di oliva
  • sale e pepe q.b.
  • 40 g di Parmigiano Reggiano grattugiato
  • 30 g di Pecorino

Preparazione:

Per le preparazione di questo minestrone si consiglia di utilizzare verdure preferibilmente di stagione e i fagioli secchi, convenientemente bagnati.

Pulite e lavate accuratamente tutte le verdure.

Cuocete i fagioli e a cottura terminata aggiungete altra acqua: quindi unite le verdure tagliate a pezzetti, con 2 cucchiai d'olio, il sale e il pepe. 
Lasciate cuocere per circa 45 minuti e trascorso questo tempo aggiungete la pasta.

Fate attenzione che il brodo di verdure non sia né troppo acquoso né troppo denso, in modo tale che il minestrone risulti della giusta consistenza.
Mentre la pasta cuoce, preparate il pesto alla genovese che è la caratteristica di questa zuppa.

Pestate nel mortaio lo spicchio d’aglio con il basilico, qualche grano di sale grosso per conservare il colore verde delle foglie e i pinoli.
Aggiungete, sempre pestando, i formaggi grattugiati e amalgamate con l’olio extravergine d’oliva versato a filo, fino ad ottenere una salsa cremosa e profumatissima.

Qualche istante prima di spegnere il fuoco aggiungete alla zuppa il pesto, diluito con un po' di brodo del minestrone: mescolate bene e poco dopo servite il minestrone nei piatti fondi.

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Storie nel piatto

Il pesto è uno dei simboli gastronomici della città di Genova e, più in generale, della Liguria.
È in questa splendida regione costiera del Nord-Italia, infatti, che nel XIX secolo è nata questa salsa che racchiude in sé tutto l’aroma del basilico appena raccolto.
Il pesto genovese secondo tradizione deve essere preparato in un mortaio di marmo con un pestello di legno affinché il basilico non si ossidi e rilasci, sfibrandosi, tutti i suoi aromi. Se il pesto viene preparato col mixer, infatti, il taglio delle foglie impedisce la fuoriuscita di tutto l’aroma delle foglioline di basilico, mutandone così il gusto. 
Sebbene, come visto, la ricetta del pesto sia originaria del XIX secolo, questa discende da una salsa di basilico preparata per la prima volta a Genova in pieno medioevo.
Lo storico genovese G. P. Sacco, infatti, racconta di come sul finire dell’ XI secolo il condottiero genovese Guglielmo Embriaco partecipò alla prima crociata dando, assieme gli altri genovesi, un contributo fondamentale per la conquista di Gerusalemme.
Di questa compagnia di combattenti faceva parte anche  il capitano Bartolomeo Decotto che, notando le straordinarie doti curative del basilico, decise di portarne con sé alcuni semi a Genova rientrando dalla Terra Santa. Tornato in Liguria, il capitano iniziò la coltivazione del basilico, utilizzandolo dapprima come pianta officinale, ma successivamente scoprendone le virtù alimentari una volta pestato in un mortaio assieme a dell’olio. Fu quel giorno che ebbe origine il primo antenato del pesto che nei secoli subì diverse trasformazioni fino ad arrivare nel XIX secolo a definirsi nella ricetta oggi conosciuta in tutto il mondo.

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