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Fusilli con finocchi, carote e cipolle

  • 30 ′
  • Primi piatti
Alcuni degli ortaggi più tipici della gastronomia mediterranea, racchiusi in un primo piatto semplice e leggero.

Ingredienti: Per 4 persone

  • 320 g di fusilli
  • 2 Spicchi d'aglio
  • 250 g di finocchi
  • 100 g di carote
  • 200 g di cipolline
  • 80 g di Parmigiano Reggiano grattugiato
  • un Cucchiaio di barba di finocchi tritata
  • 4 cl d'olio extravergine di oliva

Preparazione:

Tagliare i finocchi a metà e affettateli sottilmente.
Pelare la carota e tagliatela a rondelle spesse circa 3mm.
Pelate e tritate l’aglio.
Sbucciate e tagliate le cipolle a striscioline spesse poco più di 1 cm.

Quindi ponete su un fuoco di media intensità una padella piuttosto larga con l'olio extravergine d’oliva e, appena sarà caldo, aggiungetevi l’aglio.
Quando questi avrà preso colore, unitevi i finocchi e la carota e fateli stufare lasciandoli cuocere per circa dieci minuti con il coperchio,  insaporendo con sale e pepe e mescolando di tanto in tanto.

Unite quindi le cipolle alle verdure già cotte e fate cuocere per altri 3 minuti.
Nel frattempo cucinare la pasta in abbondante acqua, bollente e salata e, una volta trascorso il tempo di cottura indicato sulla confezione, scolatela e conditela con la salsa precedentemente preparata, guarnendo con le barba dei finocchi tritata e il Parmigiano Reggiano.

Storie nel piatto

La carota è un ortaggio probabilmente originario dell’Afghanistan che gli uomini impararono a coltivare in tempi molto antichi, tanto che si hanno tracce di coltivazioni di carote nell’area mediterranea già diverse migliaia d’anni fa.
Sebbene questo ortaggio fosse già ben conosciuto dagli antichi Greci e Romani, sembra che al tempo le carote non fossero particolarmente apprezzate in campo gastronomico, quanto per le loro presunte doti curative e afrodisiache. Oltre ad essere apprezzate per le loro capacità diuretiche e lenitive dei dolori allo stomaco, infatti, le carote erano ritenute in grado di rinvigorire le capacità sessuali degli uomini e di favorire la fertilità delle donne, tanto che Plinio ritiene che siano adatte per preparare filtri amorosi.
Ma fu soltanto sul finire del Medioevo, in seguito ad un’accurata selezione delle varietà più dolci e tenere, che questi ortaggi iniziarono ad essere utilizzati in campo culinario tanto sembra che in Inghilterra ai tempi di Giacomo I, nel XVI secolo, fossero apprezzate più per le capacità ornamentali dei loro fiori che per il loro sapore, mentre in Italia pare si siano diffuse a livello alimentare addirittura nel XVIII secolo.

Lo sapevate che...

Curiosamente questi ortaggi, oggi caratterizzati dal loro vivace colore arancione, un tempo non lontano erano di colore viola o bianco? Fu solo nel XVIII secolo, infatti, che alcuni agronomi olandesi, utilizzando delle sementi provenienti dall’Africa del Nord, riuscirono a selezionare una varietà di colore arancione.

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