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Spaghetti con erbe aromatiche e pecorino

  • 15 ′
  • Bassa
  • Primi piatti
Pecorino, menta e altre erbe aromatiche danno vita ad un primo piatto pungente e penetrante.

Ingredienti: Per 4 persone

  • 320 g di spaghetti
  • 5 cl d'Olio Extra Vergine d'Oliva Monti Iblei DOP
  • mezzo Cucchiaio di mentuccia tritata
  • mezzo Cucchiaio di maggiorana tritata
  • mezzo Cucchiaio d'erba cipollina tritata
  • un Cucchiaino di rosmarino tritato
  • un Cucchiaio di prezzemolo tritato
  • un Cucchiaio di basilico tritato
  • 2 Spicchi d'aglio tritato
  • 80 g di Pecorino
  • 15 g di burro
  • sale e pepe q.b.

Preparazione:

In una padella ponete l’olio e le erbe aromatiche e mettetela su un fuoco di media intensità.

Appena si saranno scaldati, unitevi l’aglio pelato e tritato finemente e fatelo soffriggere per 2/3 minuti, quindi aggiungete una macinata di pepe, mescolate e togliete dal fuoco.

Nel frattempo fate cuocere la pasta in una pentola con abbondante acqua bollente e salata.

Una volta trascorso il tempo di cottura indicato sulla confezione, scolatela, conditela con la salsa precedentemente preparata, aggiungete il Pecorino grattugiato, il burro ed amalgamate il tutto mescolando per bene.

Servite guarnendo con le scaglie di Pecorino sardo.

Storie nel piatto

Gli spaghetti sono il vanto della gastronomia italiana, tanto che nei film, se si vuole fare riferimento alla cucina del “Bel Paese”, solitamente lo si fa presentando un piatto fumante di spaghetti.
Sebbene secondo un mito piuttosto diffuso gli spaghetti sarebbero stati inventati dai cinesi per poi essere portati a Genova da Marco Polo di ritorno dal suo viaggio in Cina, in realtà la pasta secca, oggi vanto della gastronomia italiana nel mondo, venne “inventata” dagli arabi.
Pur non essendo possibile stabilire con precisione quando, infatti, non vi sono dubbi che siano state le popolazioni arabe ad avere per prime l’idea di far essiccare la pasta al sole con lo scopo di conservarla a lungo per poi poterla cuocere nel deserto sulla piastra con l’aggiunta di poca acqua.
Furono, quindi, proprio gli arabi ad introdurre in Sicilia, nel XII secolo, la pasta secca, tanto che nelle cronache del tempo viene riferito che già nel 1154 vicino Palermo era uso diffusa l’usanza di cibarsi di “un cibo di farina in forma di fili” chiamato triyah: nient’altro che l’antenato dei nostri spaghetti.

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