Tempi
15 minuti
Difficoltà
Media
Portata
Primi piatti
Ingredienti
per 4 persone
Per la pasta
- 400 g di farina 00 (doppio zero)
- 4 uova
Per il condimento
- 100 g di burro
- 150 g di prosciutto crudo
- 60 g di Parmigiano Reggiano grattugiato
Preparazione
10 minuti per la preparazione + 5 minuti per la cottura
Le tagliatelle potete comprarle già pronte o farle da soli, procedendo così:
Mettete la farina a fontana, aggiungete le uova ed impastate fino ad ottenere una pasta omogenea.
Fart riposare per 20 minuti.
Tirate la pasta fina a renderla una sfoglia piuttosto sottile, infarinatela leggermente e ripiegatela più volte su se stessa.
Con un coltello tagliate le tagliatelle di circa 5mm di larghezza.
Stendete le tagliatelle bene aperte su un vassoio leggermente infarinato e lasciatele ad asciugare.
Ponete su un fuoco debole una padella con il burro e, appena sciolto, aggiungetevi il prosciutto tagliato a listarelle lasciando sul fuoco per qualche minuto, facendo attenzione che il burro non frigga e che il prosciutto non cuocia, ma si scaldi soltanto.
Nel frattempo cucinate in acqua bollente salata le tagliatelle, scolatele e versatele nella padella con il burro e il Prosciutto, aggiungete il Parmigiano, amalgamate e servite.
Storie nel piatto
Il termine “prosciutto” deriva dal verbo “prosciugare” poiché si riferisce alla pratica di far essiccare le cosce di maiale con lo scopo di rendere la loro carne conservabile per lunghi periodi.
Questo metodo di conservazione, che prevedeva l’essiccatura della carne con l’ausilio del sale, era d’altronde già impiegato oltre duemila anni fa dagli etruschi che esportavano i loro prosciutti fin sulle tavole dei ricchi greci del tempo.
E già nell’antica Roma Catone nel suo “De Agricoltura” descrive diversi metodi di stagionatura dei prosciutti molto simili a quelli impiegati attualmente, mentre Varrone nel “De Re Rustica” cita gli abitanti della pianura padana come grandi allevatori di maiali e abili produttori di prosciutti salati. I prosciutti prodotti nella città di Parma, d’altronde, erano talmente apprezzati già a quei tempi che quando Annibale entrò nella città emiliana nel 217 a.C. dopo aver sconfitto le legioni romane, ne fece incetta per sé e per le sue truppe.
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