Cavallucci (o morsetti) di Siena

Biscotti della tradizione contadina le cui origini risalgono al Cinquecento, epoca in cui era tradizione scambiarli come regalo augurale per le festività.

Biscotti della tradizione contadina le cui origini risalgono al Cinquecento, epoca in cui era tradizione scambiarli come regalo augurale per le festività. Il nome sembrerebbe derivare dai cavalli delle stazioni di posta o di cambio, dove gli addetti al cambio dei cavalli erano soliti farne largo consum. Di forma tonda e irregolare, piuttosto grandi, un tempo si preparavano solo con farina, poco zucchero, semi d'anice e qualche gheriglio di noce.

Oggi al miele di acacia, fuso insieme allo zucchero a fuoco bassissimo, si aggiungono farina, mandorle tostate e tritate, cedro e arancia canditi tagliati finemente, anici, cannella, noce moscata, coriandolo in polvere e un pizzico di bicarbonato. Si lascia raffreddare il composto per cinque minuti su una spianatoia infarinata e se ne ricavano dei filoncini da cui strappare dei pezzi, di un paio di centimetri di spessore, da infornare a 200° per una ventina di minuti.

In biblioteca
G. RIGHI PARENTI, Cucina toscana, Roma, Newton Compton, 1995
S. LOTTI, Dolci della Toscana, Lucca, Pacini Fazzi, 1997.
G. RIGHI PARENTI, Dolcezze di Toscana: la tradizione dolciaria, storie e ricette, Firenze, Polistampa, 2003.

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