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Cappellacci di zucca

  • 45 ′
  • Media
  • Primi piatti
La dolcezza della zucca racchiusa nella sfoglia all’uovo fatta in casa: una variante raffinata e particolare della pasta ripiena.

Ingredienti: Per 4 persone

  • 300 g di farina
  • 3 uova
  • 1 kg di zucca gialla
  • 200 g di Parmigiano Reggiano grattugiato
  • noce moscata q.b.
  • 60 g di burro
  • sale q.b.
  • 1 uovo

Preparazione:

Mettete la farina a fontana, aggiungete le uova ed impastate fino ad ottenere una pasta omogenea. Fate riposare per 20 minuti coprendo con un canovaccio o con pellicola per alimenti.

Affettate la zucca, privatela dei semi e di tutti i filamenti e cuocetela in forno già caldo a 180° per una trentina di minuti, o comunque fino a quando non diventerà morbida. Quindi privatela della buccia, passate la polpa nel passaverdura e ponetela su un tovagliolo ad asciugare per eliminare il liquido in eccesso. Quando la polpa avrà perso parte del suo liquido, riponetela in una ciotola e amalgamatela con 2/3 del Parmigiano e l’uovo, regolando a piacere di sale e noce moscata. Dopo aver mescolato tutto per bene, lasciate riposare il ripieno per circa mezz’ora.

Tirate la pasta in sfoglie sottili un paio di millimetri con il matterello o con l’aiuto dell’apposita macchina e, con la punta di un coltellino, ricavate dei quadrati di 6 centimetri per lato.
Mettete al centro dei quadri dei mucchietti di ripieno grossi quanto una piccola noce. Ripiegateli a triangolo, schiacciate i bordi con le dita sigillandoli per bene per evitare che esca il ripieno durante la cottura. Ripiegate gli angoli estremi del triangolo facendoli combaciare sul dito indice, dando forma ai cappellacci.
Fate cuocere la pasta in abbondante acqua salata bollente per 5 minuti. Scolatela aiutandovi con un mestolo forato in modo che i cappellacci non si rompano, poneteli direttamente nei piatti, conditeli con il burro fuso e il parmigiano grattugiato e servite.

Alcuni li servono con un ragù di carne.

 

Storia del piatto:

I cappellacci costituiscono una variante della paste ripiene - per tradizione legate alla gastronomia del Nord Italia - e sono simili ai ravioli. Si differenziano dai tortelli di zucca per forma e ingredienti e il loro nome deriva dalla foggia dei cappelli di paglia tipici dei contadini. Le loro origini vanno fatte risalire all’epoca della corte estense, famosa anche per la raffinatezza della cucina: lo scalco Giovan Battista Rossetti – ovvero il maestro di conviti – li menziona nel suo ricettario già nel 1584. I cappellacci fanno parte della tradizione gastronomica di Ferrara, città emiliana riconosciuta patrimonio dell’umanità.