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Pollo alla cacciatora

  • 1 h e 15 ′
  • Bassa
  • Secondi piatti
Una tipica ricetta rustica italiana, ruvida e appagante.

Ingredienti: Per 4 persone

  • 1 pollo
  • 2 cl d'olio extravergine di oliva
  • 1 cipolla media
  • 2 tablespoons di burro
  • 1 dl di vino bianco secco
  • 250 g di pomodori pelati
  • 1 peperone verde o giallo, svuotato
  • sale e pepe q.b.

Preparazione:

Pulite e passate un pollo su una fiamma viva per eliminare eventuali peli residui, quindi tagliatelo in 8 pezzi.

Su un fuoco di media intensità ponete una padella con l'olio extravergine d’oliva e il burro e, quando quest’ultimo si sarà sciolto, aggiungete la cipolla tritata finemente.

Appena questa avrà preso colore, aggiungetevi il pollo e fatelo cuocere facendogli prendere colore in modo uniforme, quindi versate il vino bianco e, quando sarà evaporato, unitevi i pelati ed il peperone privato dei semi e dei filamenti interni e tagliato a bastoncini.

Salate, pepate, coprite con un coperchio e fate cuocere a fuoco basso per 30 minuti.

Servite caldo.

Storie nel piatto

L’impiego gastronomico della carne di pollo è relativamente recente, inizialmente, infatti, questi animali, che vennero addomesticati per la prima volta nella valle dell’Indo oltre cinquemila anni fa, venivano impiegati principalmente per i combattimenti o per compiere sacrifici rituali.
Fu soltanto in Europa, dove venero introdotti dalle truppe di Alessandro Magno, che polli e galline acquisirono importanza a livello culinario: dapprima per le uova e successivamente per le carni.
In particolare nell’Antica Roma il pollo era considerato un alimento pregiato degno delle tavole patrizie, tanto che il grande cuoco latino Apicio riporta diverse ricette a base di carne di pollo e di uova nei suoi scritti.
Con la caduta dell’Impero Romano e l’inizio del Medioevo, il pollo perse inizialmente d’importanza a scapito di animali di più grossa stazza, per poi tornare in auge intorno al XV secolo, quando i volatili tornarono ad essere i re dei banchetti.
A partire dal XVII secolo, poi, il pollo perse gradualmente il suo carattere elitario, divenendo a poco a poco il simbolo del benessere borghese per poi diventare nel XX secolo, con l’introduzione degli allevamenti intensivi, una pietanza alla portata di tutte le tasche.

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