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Strozzapreti

  • 50 ′
  • Bassa
  • Primi piatti
Pasta fatta in casa condita con bietole e pancetta per un primo piatto corposo e saporito.

Ingredienti: Per 4 persone

  • 400 g di farina
  • 1 uovo
  • 15 cl d'acqua
  • 200 g di pancetta
  • 100 g d'erbette
  • 15 ml di vino rosso secco
  • 100 g di Parmigiano Reggiano grattugiato
  • 2 oz di burro
  • sale q.b.

Preparazione:

Mettete la farina a fontana, aggiungete le uova e l’acqua ed impastate fino ad ottenere una pasta omogenea. Fatela riposare per 20 minuti coperta da un telo o da un foglio di pellicola per alimenti.

Con il matterello, o con l’aiuto dell’apposita macchina, tirate la pasta in una sfoglia sottile 1,5 millimetri e tagliatela in dei bastoncini da arrotolare poi con i palmi delle mani fino ad ottenere dei vermicelli della lunghezza di 10/12 cm, quindi conservateli su un vassoio leggermente infarinato.

Su un fuoco di media intensità ponete una pentola grande con metà del burro e, appena questo si sarà sciolto, unitevi la pancetta tagliata a dadini e fatela rosolare per 5 minuti.

Aggiungete quindi le bietole lavate, asciugate e tagliate grossolanamente e fatele cuocere per 2 minuti, bagnate con il vino e, appena questo sarà evaporato, regolate di sale, mescolate e togliete dal fuoco.

Nel frattempo fate cuocere per 6 minuti la pasta in abbondante acqua bollente e salata, quindi scolatela, aggiungetevi il burro rimasto e il Parmigiano e amalgamate il tutto mescolando con delicatezza.
Servite subito.

Storie nel piatto

“Strozzapreti” è il nome con cui vengono chiamati diversi formati di pasta tipici di molte regioni italiane. In Campania, ad esempio, viene chiamata così  un tipo di pasta simile agli gnocchi, in Trentino una sorta di canederli, mentre in Romagna con questo nome vengono identificati dei deliziosi laccetti di pasta arrotolati.
Nonostante la loro evidente eterogeneità, questi formati di pasta sono accomunati dal loro nome che una leggenda fa risalire allo spirito anticlericale di un oste. Secondo la tradizione, infatti, molto tempo fa, un prete di nome Matteo Marino, di ritorno da un pellegrinaggio, decise di fermarsi a rifocillarsi in un’osteria piuttosto malfamata nella città di Manfredonia.
Appena il proprietario della locanda vide il sacerdote seduto ad un tavolo, si preoccupò immediatamente del fatto che questo potesse mettere in soggezione gli altri avventori, che non erano di certo degli uomini morigerati. Per liberarsi del religioso, quindi, l’oste chiese alla moglie di creare un formato di pasta che fosse delizioso, ma difficile da trangugiare, che facesse strozzare il prete durante il pasto.
Accontentato dalla sua consorte, secondo la leggenda, l’oste decise quindi di chiamare questo formato di pasta “strozzapreti” che in italiano vuol dire che strozza i preti.
Questa storia, secondo varie declinazioni, nel tempo si è diffusa un po’ in tutte le regioni dove vengono confezionati formati di pasta con questo nome, a testimonianza di una diffidenza da parte delle classi popolari nei confronti degli ecclesiastici che un tempo era molto diffusa in diverse zone dell’Italia.

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