Cipolla dorata di Parma
Adesso la sua coltivazione è molto ridotta, anche se diffusa in tutto l'areale di coltivazione locale, dalla Via Emilia alla pedemontana tra i fiumi Taro ed Enza.
La storia
La “cipolla dorata” fu importata a Parma da un commerciante di sementi di Pavia nel 1896 (da cui il nome dialettale di "pavesa" con cui era comunemente indicata nelle campagne) e “gli ortolani dei dintorni della città, che ne constatarono gli incomparabili pregi di maggiore produttività, di sapidità e serbevolezza, la sostituirono rapidamente alla vecchia varietà locale a bulbo grosso, piatto, con tuniche color vinoso facilmente germogliabile e poco conservabile”.
La sua commercializzazione all'estero iniziò nel 1900. Ancora nel recente passato costituiva quasi la metà della produzione di cipolle del parmense.
Adesso la sua coltivazione è molto ridotta, anche se diffusa in tutto l'areale di coltivazione locale, dalla Via Emilia alla pedemontana tra i fiumi Taro ed Enza.
In Biblioteca
L. ALFIERI – P. M. AMADASI, Io, la Cipolla. Storia d’amore, di magia e di cucina. Parma, PPS, 1990.
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