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Fave al guanciale

  • 45 ′
  • Bassa
  • Contorni
Un contorno particolare a base di ingredienti saporitissimi.

Ingredienti: Per 4 persone

  • 1 kg di fave fresche
  • 75 g di guanciale di maiale (o pancetta)
  • 1 cipolla piccola
  • 3 cl d'olio extravergine di oliva
  • sale e pepe q.b.

Preparazione:

Sbucciate e lavare in acqua corrente le fave fresche, meglio se non molto grandi.

In un tegame, preferibilmente di coccio, preparate un soffritto d’olio d’oliva con il guanciale tagliato a dadini rosolando a fuoco basso.

Quando questo sarà imbiondito aggiungete le fave fresche, un pizzico di sale e una spolverata pepe, lasciatrle cuocere per circa 15 minuti a fuoco medio aggiungendo se necessario dell’acqua tiepida. Servite le fave calde.

Le fave secche (preferibilmente le “angiane”) vanno prima lessate, poi insaporite per un periodo più breve  rispetto alle fresche, e durante la cottura è consigliabile sfumarle con poco vino bianco secco.

Storie nel piatto

La pianta delle fave è con ogni probabilità orginaria del bacino mediterraneo ed ha origini molto antiche. Le prime tracce che la riguardano, infatti, sono state trovate nell’odierno stato di Israele e risalgono ad oltre 8.000 anni fa.
Prima della scoperta dell’America e della successiva introduzione dei fagioli in Europa, d’altronde, le fave erano un cibo estremamente diffuso nel Vecchio Continente, in particolare in età antica.
Ciò è testimoniato, ad esempio, da Varrone, che nel suo De rustica, riporta come nell’Antica Roma le fave fossero tra gli alimenti più consumati assieme al farro e all’orzo. Lo stesso Catone, in uno dei suoi scritti, suggerisce di consumarle cotte condite con l’aceto, mentre Plinio parla di un piatto molto diffuso dal nome puls fabata, che altro non era che l’antenato dell’odierno Macco di fave.
Ma le fave continuarono ad essere diffuse nelle case di tutta Europa anche in seguito alla caduta dell’Impero Romano, in particolare tra la popolazione povera che ne sfruttava l’economicità e la duttilità di preparazione.
Fu solo con l’introduzione delle varietà di fagioli provenienti dalle Americhe, come detto, che il consumo delle fave subì un deciso arresto, tanto da venir relegato solo in alcune tradizioni regionali.

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