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Tagliatelle con calamari

  • 25 ′
  • Bassa
  • Primi piatti
Un sugo semplice e leggermente pungente a base di calamari da abbinare ad un buon piatto di tagliatelle.

Ingredienti: Per 4 persone

  • 400 g di tagliatelle
  • 10 oz di calamari
  • 5 cl di Verdicchio o di Falerio
  • 2 Cucchiai di prezzemolo
  • uno Spicchio d'aglio
  • 4 cl d'olio extravergine di oliva
  • 1 peperoncino secco
  • sale q.b.

Preparazione:

Pulite i calamari staccando la pelle dalla sacca e separando i tentacoli dal corpo, quindi eliminate le interiora e la penna di cartilagine trasparente.

Rimuovete il beccuccio che si trova al centro dei tentacoli e gli occhi.
Tagliate quindi i calamari ad anelli molto sottili.
Ponete su un fuoco di media intensità una padella piuttosto larga con l'olio extravergine d’oliva e, appena sarà caldo, aggiungetevi l’aglio pelato e tritato, il peperoncino sbriciolato e, quando l'aglio avrà preso colore, unitevi i calamari.

Fate cuocere per 5 minuti, quindi aggiungete il vino e continuate la cottura per alcuni minuti fino a farlo evaporare completamente, salate, aggiungete il prezzemolo tritato e togliete dal fuoco.

Nel frattempo preparate la pasta mettendo la farina a fontana, aggiungendo le uova ed impastando fino ad ottenere una pasta omogenea.

Fatela riposare per 20 minuti coperta con un telo o con della pellicola per alimenti.

Con il matterello o con l’aiuto dell’apposita macchina, tirate la pasta in sfoglie sottili un paio di millimetri, infarinatela leggermente, ripiegatela più volte su se stessa e con un coltello tagliate delle tagliatelle di circa 5mm di larghezza.

Stendete le tagliatelle bene aperte su un vassoio leggermente infarinato e lasciatele ad asciugare per qualche minuto.
Cucinatele quindi in abbondante acqua bollente e salata e, dopo 5 minuti, scolatele, conditele con la salsa precedentemente preparata e servitele subito.

Storie nel piatto

Le tagliatelle, la pasta fresca più diffusa in tutta Italia, sono spesso accomunate all’Emilia Romagna e in particolare alla città di Bologna. In questa città, infatti, queste sono considerate quasi sacre, tanto che, nel 1972, la Confraternita del Tortellino e dall’Accademia Italiana della Cucina ne ha depositato la ricetta presso la Camera di Commercio di Bologna. Questa, tra le altre cose, prevede anche quale debba essere la larghezza esatta di una tagliatella: 5 mm da cruda e 8 mm da cotta, che corrispondono alla 12.270ima parte dell’altezza della torre degli Asinelli, uno dei simboli di Bologna.
Come per molti altri prodotti tipici italiani, poi, anche alle tagliatelle è stata assegnata un’origine altisonante. A farlo è stato, nel 1931 l’umorista bolognese Augusto Majani che, in un suo scritto, narra di come l’invenzione delle tagliatelle sarebbe stata ispirata dalla bellezza della famosa Lucrezia Borgia.
Secondo il Majani, infatti, nel 1487, Giovanni II di Bentivoglio, a quel tempo signore di Bologna, chiese al suo cuoco personale, Mastro Zefirano, di organizzare una cena maestosa in onore di Lucrezia Borgia, che sarebbe stata ospite in città.
La bella Lucrezia, infatti, era in viaggio diretta a Ferrara per andare a sposare il Duca Alfonso D’Este, e il Bentivoglio aveva intenzione di renderle onore.
Vista la richiesta, il cuoco si sbizzarrì e diede vita ad un banchetto memorabile, dove, tra piccioni, pernici e cibi di ogni tipo, spiccò un nuovo tipo di pasta. Questa venne ricavata tagliando le tradizionali lasagne e dando forma a lunghe strisce dorate, in onore dei biondi capelli della futura sposa e dando così vita alle celebri tagliatelle.

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