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Cancelle

  • 35 ′
  • Media
  • Dolci e Frutta
L’anice dona a questi fragranti dolci tipici dell’Italia centrale un aroma dolce e intrigante.

Ingredienti:

  • 3 uova
  • 3 Cucchiai d'olio extravergine di oliva
  • 6 Cucchiai di zucchero
  • 2 Cucchiai di liquore a base di anice o un bicchiere di vino bianco secco
  • 1 limone
  • 450 g di farina
  • un Pizzico di sale

Preparazione:

In un recipiente sbattere le uova con lo zucchero fino a renderle spumose, aggiungervi l’olio, il sale e la buccia del limone grattugiata.

Mescolare bene tutti gli ingredienti ed unirvi tanta farina quanta ne assorbe l’impasto, che dovrà essere sostenuto come la pasta degli gnocchi.

Profumare il composto con l’anice e versarlo sulla spianatoia infarinata: lavorarlo a lungo e quando sarà liscio tagliarlo a pezzi, rotolarli una alla volta sulla spianatoia e da essi ricavare tante palline grosse come una noce.

Quando sarà terminata tutta la pasta, ungere le due palette dell’apposito ferro usato per preparare le cancelle, porlo sul fuoco ed appena sarà ben caldo disporre al centro di esse una noce di pasta, chiuderlo, rimetterlo su fuoco per qualche minuto, girandolo da ambedue i lati, fino a quando la cancella sarà diventata dorata e croccante.

Lo Chef consiglia

Se non possedete lo strumento per preparare le cancelle, per cuocerle potete utilizzare anche una semplice piastra da waffel.

Storie nel piatto

L’anice è una delle piante aromatiche utilizzate sin dall’antichità sia in campo medico che in quello culinario, in particolare per la produzione di bevande.
Presente già 3000 anni fa in Iran, diverse testimonianze storiche attestano la coltivazione dell’anice nell’antico Egitto e, in generale, in tutta l’area mediorientale dove ai tempi era utilizzato prevalentemente in campo medico tanto da essere uno dei 36 ingredienti della bevanda medicamentosa inventata dal medico Crateva.
Famoso per il suo potere digestivo, l’anice era utilizzato da Greci e Romani per aromatizzare carni, verdure, dolci e, in particolare tra i latini, era usanza piuttosto diffusa aggiungere l’anice a vino e bevande per conferirgli un aroma particolare.
Nel resto dell’Europa, l’anice si diffuse in epoca medievale, in particolare in Inghilterra, Germania e Francia, anche grazie al suo utilizzo all’interno dei monasteri per la produzione di liquori. Mentre, sempre nello stesso periodo, gli Arabi introdussero in Sicilia l’usanza di bere acqua e anice serviti con ghiaccio.
Dopo un periodo di relativo disuso, le bevande al gusto di anice tornarono di moda nel secolo scorso nel mondo bohèmien sotto forma di superalcolici che, anche a causa della loro proibizione, acquisirono rapidamente un’aura quasi “mitica”, tanto da essere più volte citate da autori famosi, tra i quali D’Annunzio e Pasolini.

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