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Grissini

  • 45 ′
  • Media
  • Pani, focacce, pizze
Croccanti e leggeri i grissini sono l’ideale come antipasto semplice e sfizioso o per accompagnare il pasto.

Ingredienti: Per 6 persone

  • 700 g di farina di frumento
  • 7 cl d'olio extravergine di oliva
  • 15 g di sale
  • 20 g di lievito di birra
  • 32 cl d'acqua
  • semola q.b.

Preparazione:

In una terrina impastate la farina di frumento per 10-15 minuti con olio extravergine d’oliva, una presa di sale, lievito ed acqua.

Quindi dividete l’impasto nel numero di pezzi voluto e lasciate lievitare per circa 30 minuti sulla spianatoia coprendo con un canovaccio o con pellicola per alimenti minuti.

Spargete la semola sul tagliere, quindi tagliate da ogni pezzo delle strisce di pasta grosse come un dito e passatele nella semola. A questo punto tirate a mano ogni striscia di pasta per la lunghezza di un braccio teso, in modo da ottenere la tipica forma del grissino.

Mettete in forno a temperatura media (180°) per 8-10 minuti circa. I grissini saranno pronti quando avranno assunto un caratteristico colore dorato-rossiccio.

Storie nel piatto

La storia dei grissini è strettamente legata a quella piemontese. Furono inventati sul finire del XVII secolo per porre rimedio ai problemi di salute del giovane duca Vittorio Amedeo II di Savoia.
Sembra, infatti, che il duca soffrisse di forti problemi di digestione e che, per porvi rimedio, il medico della casata, Don Baldo di Lanzo, commissionò al panettiere di corte, di nome Antonio Brunero, un pane estremamente friabile e leggero. Egli ebbe l’idea di prendere una porzione dell’impasto solitamente usato per preparare un pane tipico di Torino, noto come ghersa, ma di modellarla in forma di striscioline sottili, così da ottenere dei bastoncini di pane privi di mollica e più facilmente digeribili. Grazie a questa ricetta il duca si ristabilì e nel 1713, qualche anno dopo, salì al trono divenendo il primo re sabaudo. La leggenda vuole che il fantasma di Vittorio Amedeo vaghi ancora per le stanze del suo castello, brandendo in mano un grissino.

Lo sapevate che...

Napoleone era talmente ghiotto di grissini (che lui chiamava i “piccoli bastoni di Torino”) che istituì un apposito servizio postale per farseli consegnare freschi di giornata direttamente da Torino?

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