Tempi
33 minuti
Difficoltà
Media
Portata
Primi piatti
Regione Italiana
Ingredienti
per 4 persone
- 250 g di garganelli
- 450 g di fave
- 2 pomodori maturi
- 90 g di Pecorino Gran Cru Academia Barilla
- olio extravergine di oliva q.b.
- pepe nero q.b.
- uno spicchio d'aglio
- rosmarino q.b.
- prezzemolo q.b.
- sale q.b.
Preparazione
25 minuti per la preparazione + 8 minuti per la cottura
Per questa ricetta potete usare sia i garganelli già pronti che si trovano in commercio che prepararli voi stessi facendo la pasta fresca.
Immergete le fave in acqua bollente per una ventina di secondi, scolatele e passatele in acqua fredda, per poi pelarle con facilità.
Ripetete la medesima operazione con i pomodori avendo però l’accortezza di inciderli con un coltello nella parte bassa prima di immergerli, questa volta per una trentina di secondi, in acqua bollente. Dopo averli pelati tagliateli e togliete i semi, per poi ridurli a cubetti.
Mettete sul fuoco una pentola d’acqua salata, e quando bolle buttateci dentro i garganelli facendoli cuocere, 4-5 minuti se li avete preparati voi, 9 minuti se li avete acquistati.
Nel frattempo completate il sugo:
scaldate un filo d’olio d’oliva in una padella. Una volta caldo aggiungete le fave e, dopo averle saltate per qualche secondo, il rosmarino, l’aglio pelato e un pizzico di sale.
Mescolate il tutto, unite il pomodoro a cubetti e lasciate completare la cottura. Nel frattempo scolate i garganelli e, dopo averli uniti al sugo nella padella, fateli saltare per una trentina di secondi. Per finire aggiungete il rosmarino, il pepe nero tritato e il parmigiano (o pecorino).
Una volta serviti potete aggiungere un filo d’olio e un’ultima spolverata di pepe nero.
Consigli dello Chef
A ricetta ultimata potete aggiungere un pizzico di tartufo nero per rendere unico il vostro piatto.
Storie nel piatto
Narra una leggenda diffusa in Romagna che i garganelli siano stati inventati dalla cuoca del Cardinale Cornelio Bentivoglio d’Aragona, mentre era indaffarata a preparare il pranzo di capodanno. Il menù prevedeva i “caplétt”, sorta di tortellini. Dopo avere preparato il ripieno la donna lo mise da parte e preparò la pasta all’uovo, ma dopo averla stesa e tagliata a rombi, quando andò a prendere il ripieno per preparare la pasta ripiena scoprì che il gatto di casa aveva mangiato buona parte del ripieno. Con gli ospiti già in tavola, però, la cuoca non si diede per vinta e, presi un fuscello di legno e un pettine da telaio, passò ad uno ad uno i quadretti di sfoglia avvolti nel fuscello diagonalmente sui denti del pettine, inventando così la pasta che sarebbe poi divenuta nota col nome di garganelli.
Lo sapevate che...
I garganelli devono il proprio nome al termine latino gargala, letteralmente trachea, a causa del loro aspetto?
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