Calamari ripieni

Un ripieno semplice ma sfizioso arricchisce i calamari, dando vita ad un secondo piatto irresistibile.

  • Tempi

    35 minuti

  • Difficoltà

    Media

  • Portata

    Secondi piatti

  • Regione Italiana

    Puglia

Ingredienti

per 4 persone

  • 4 calamari di media grandezza
  • 150 g di pane grattugiato
  • un cucchiaio di prezzemolo tritato
  • uno spicchio d'aglio
  • 7 cl di olio extravergine di oliva
  • sale e pepe q.b.

Preparazione

20 minuti per la preparazione + 15 minuti per la cottura

Lavate e pulite bene i calamari all’interno, tagliando via ‘la testa’ che va tenuta da parte.

Tritate i tentacoli e fate un composto unendovi l’aglio tritato, il pane grattugiato, il prezzemolo e l’olio d’oliva.

Riempite i calamari con il ripieno così ottenuto. Sistemate i calamari in una teglia con un filo d’olio e altrettanta acqua.

Mettete in forno già caldo a 160/170° C per circa 20 minuti, poi alzate la temperatura a 200° C e fateli gratinare.

Lo Chef consiglia

Se volete ottenere dei calamari leggermente croccanti, dopo averli cotti, metteteli in forno caldo a 200°, facendoli gratinare per 5 minuti.

Storie nel piatto

Originario dell’area del Mediterraneo, ma ormai diffuso praticamente in tutto il mondo, il prezzemolo è utilizzato nelle più svariate ricette italiane per insaporirle ed esaltarne il gusto.
Il suo nome deriva dalla parola greca “petrosèlion” (pianta delle pietre) poiché nell’antichità questa pianta cresceva spontaneamente sulle rocce.
Proprio gli antichi Greci, nonostante conoscessero la pianta del prezzemolo, non la utilizzavano per scopi culinari, bensì come ornamento per il capo durante i banchetti, poiché ritenevano che aiutasse a stimolare l’appetito.
Mentre gli etruschi ne ricavavano un unguento che ritenevano possedesse doti miracolose, i romani lo usavano per decorare le tombe, poiché sostenevano che fosse collegato all’araldo della morte. Proprio per questa lugubre associazione, il prezzemolo ha goduto di una pessima fama fino alla fine del Medioevo, quando finalmente le proprietà aromatiche di quest’erba iniziarono ad essere riconosciute e apprezzate, al punto che in pochissimo tempo il prezzemolo divenne una delle erbe maggiormente adoperate nell’arte gastronomica.

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