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Bavette al cartoccio

  • 35 ′
  • Media
  • Primi piatti
Una ricetta che esalta tutto il gusto del pesce presentata in modo elegante e originale.

Ingredienti: Per 4 persone

  • 400 g di bavette
  • 200 g di calamari tagliati
  • 100 g di gamberetti
  • 100 g di cozze pulite
  • 200 g di passata di pomodoro
  • un Cucchiaio di prezzemolo tritato
  • 5 cl d'olio extravergine di oliva
  • uno Spicchio d'aglio

Preparazione:

Lavate con molta cura i gamberetti e le cozze, queste ultime passandole diverse volte sotto l'acqua corrente, rimuovendo tutte le impurità.

Pulite i calamari staccando la pelle dalla sacca e separando i tentacoli dal corpo, quindi eliminate le interiora e la penna di cartilagine trasparente. Rimuovete il beccuccio che si trova al centro dei tentacoli e togliete gli occhi. Tagliateli quindi a strisce molto sottili.

Ponete una padella su un fuoco di media intensità con l’olio e, appena questo sarà caldo, l’aglio pelato. Appena quest’ultimo avrà preso colore aggiungete i frutti di mare, il prezzemolo tritato e la salsa di pomodoro e fate cuocere per 10 minuti o comunque fino a quando le cozze non si saranno aperte.

Nel frattempo cucinate la pasta in abbondante acqua, bollente e salata e, una volta trascorso il tempo di cottura indicato sulla confezione, scolatela, conditela col sugo ai frutti di mare, mescolate per bene, disponete il tutto sopra di un foglio di carta di alluminio e chiudetelo a cartoccio.
Cuocete nel forno già caldo  a 200° per cinque minuti circa.

Servite subito.

Lo Chef consiglia

Se volete conferire un tocco d’originalità ed eleganza alla ricetta, potete suddividere la pasta in tanti cartocci quanti sono i commensali servendoli, dopo aver completato la cottura, direttamente nei piatti.

Storie nel piatto

Il consumo di pesce risale a più di 10.000 anni fa quando alcune popolazioni iniziarono a fabbricare strumenti atti alla cattura dei pesci che si aggiravano intorno alla riva.
D’altronde le testimonianze riguardo la cattura e il consumo di pesce sono variegate e diffuse in tutto il mondo: in particolare popoli di navigatori quali gli egizi, i quali se ne cibavano in grandi quantità, ma anche altri popoli ne fecero una delle componenti principali della loro dieta. I Greci, ad esempio, consumavano grandi quantità di pesce ritenendolo, oltretutto, un cibo altamente afrodisiaco a causa di una leggenda che narrava di come fossero stati proprio alcuni pesci a salvare Afrodite, la dea dell’amore, dall’attacco di Tifone, il più pericoloso tra i titani, guadagnandosi così il favore e la riconoscenza della dea a cui rimasero legati per sempre.
Ma anche a Roma il pesce era considerato un alimento particolarmente pregiato tanto che gli esemplari più grossi facevano capolino ai banchetti patrizi, mentre solo i pesci più piccoli e meno pregiati potevano essere alla portata della plebe.

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