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Ossibuchi alla milanese

  • 2 h
  • Media
  • Secondi piatti
Un grande classico della gastronomia milanese accompagnato da un’aromatica gremolata.

Ingredienti: Per 4 persone

  • 4 ossobuchi (300/400 gr. l'uno)
  • 100 g di cipolla
  • 100 g di burro
  • 50 g di farina
  • 1 dl di vino bianco secco
  • 25 cl di brodo di carne
  • uno Spicchio d'aglio
  • un Ciuffo di prezzemolo
  • un Rametto di rosmarino
  • ½ buccia di limone

Preparazione:

Passaggio 1

Con un coltellino affilato incidete con alcuni tagli la parte esterna degli ossibuchi per evitare che si deformino durante la cottura.
Quindi infarinateli facendo attenzione che la farina li ricopra uniformemente.

Ossobuchi alla milanese - passaggio 1

Passaggio 2

Su un fuoco di media intensità ponete una padella larga con il burro e, appena questo si sarà sciolto, aggiungete gli ossibuchi salati e pepati. Quando avranno preso colore per bene su entrambi i lati, toglieteli dalla padella e metteteli in disparte.
Nella stessa padella dove avete rosolato gli ossibuchi mettete la cipolla tagliata a bastoncini e, quando questa avrà preso colore, unitevi di nuovo gli ossibuchi, quindi versate il vino bianco e lasciate cuocere.

Ossobuchi alla milanese - passaggio 2

Passaggio 3

Appena il vino sarà evaporato coprite  gli ossibuchi con il brodo e lasciateli cuocere per un’ora e mezza con il coperchio.

Ossobuchi alla milanese - passaggio 3

Passaggio 4

Nel frattempo preparate la gremolata tritando finemente l’aglio pelato, il prezzemolo, le bucce di limone e il rosmarino e mescolandoli assieme.
Una volta pronti, cospargete gli ossibuchi con questa miscela e serviteli immediatamente.

Ossobuchi alla milanese - passaggio 4

Lo Chef consiglia

Gli ossibuchi vanno tagliati alle estremità, affinché i nervi non abbiano a ritirarsi durante la cottura, deformando così gli ossobuchi. E’ preferibile cucinare gli stessi in padella con coperchio, così tendono a mantenersi più morbidi. Il risotto allo zafferano è il suo naturale contorno.

Storie nel piatto

Il limone è uno degli ingredienti più eclettici utilizzati in cucina essendo utilizzato per aromatizzare sia i dolci che la carne e il pesce.
Originario dell’odierno Pakistan, il frutto del limone era conosciuto in Europa già al tempo degli antichi greci e romani che non ne apprezzavano però il sapore acidulo e lo utilizzavano principalmente a scopi medici, ad esempio come cura per i veleni.
Proprio per questo, probabilmente, i limoni scomparsero dall’Europa per gran parte del Medioevo, per poi ricominciare a diffondersi dopo l’anno mille grazie agli arabi che ne facevano largo uso.
In America, invece, i limoni vennero introdotti da Cristoforo Colombo durante il suo primo viaggio alla fine del XV secolo. A quei tempi, infatti, tutte le navi viaggiavano con grandi quantità di limoni nella stiva poiché si era scoperto che il loro consumo preveniva lo scorbuto, una malattia diffusa tra i marinai e causata da un’alimentazione monotona e priva di vitamine.

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