Tempi
40 minuti
Difficoltà
Bassa
Portata
Primi piatti
Regione Italiana
Ingredienti
per 4 persone
- 320 g di penne
- 300 g di melanzane
- 150 g di ricotta salata
- 80 g di basilico
- 250 g di pomodori ciliegina
- 150 g di olio extravergine di oliva
- sale q.b.
- pepe nero q.b.
- aglio q.b.
- 200 g di pesce spada
- 80 g di vino bianco
Preparazione
20 minuti per la preparazione + 20 minuti per la cottura
Passaggio 1
Tagliare il pesce spada a cubetti.

Passaggio 2
Lavate accuratamente le melanzane, sbucciatele e tagliatele a cubetti regolari, infarinare e friggete in abbondante olio caldo.

Passaggio 3
Appena risultano essere dorate, scolarle dall’olio impiegando la ragno o la schiumarola, asciugarle su carta assorbente e fatele raffreddare.

Passaggio 4
In una padella capace, fate rosolare nell’olio uno spicchio d’aglio tritato, unite il pesce spada, insaporendo con il sale. Far rosolare a fuoco vivo bagnare con il vino bianco e lasciate evaporare.

Passaggio 5
Unite i pomodorini, un pizzico di pepe nero e lasciate cuocere a fuoco lento per alcuni minuti.

Passaggio 6
Cucinate la pasta in abbondante acqua, bollente e salata.

Passaggio 7
Al pesce spada e pomodori aggiungete le melanzane, cospargete con il prezzemolo tritato. Bagnare se necessario con brodo di pesce e far cuocere per due minuti.

Passaggio 8
Scolate la pasta al dente unitela alla salsa, saltare il tutto e completare con la ricotta salata e decorate con foglioline di menta.

Storie nel piatto
Sebbene ormai la pesca del pesce spada venga spesso effettuata con i sistemi più moderni, nello Stretto di Messina, cioè in quel corridoio di mare che separa la Sicilia dal resto dell’Italia, permane il metodo della cattura con l’arpione. Questo metodo è utilizzato da più di duemila anni e costituisce uno spettacolo unico al mondo.
Praticata con una tecnica pressoché identica da secoli, infatti, la pesca con l’arpione è più che altro una caccia con i suoi segreti ed i suoi riti.
Questa viene praticata con delle particolari imbarcazioni a motore: delle feluche lunghe una ventina di metri, dotate di motori che gli consentono di raggiungere velocità elevate e sono caratterizzate da una passerella sporgente dalla prora lunga tra i 20 e i 40 metri e da un enorme albero alto una trentina di metri. Si tratta di perfette barche da caccia: una volta avvistato, per il pesce spada è quasi impossibile fuggire.
In cima all’altissimo albero, dove sono sistemati gli strumenti per guidare la barca, si posiziona il timoniere, che deve essere dotato di notevole coraggio oltre che di una vista particolarmente acuta. Questi, infatti, deve trascorrere intere giornate alla ricerca del pesce spada e, una volta avvistata la preda, ha non solo il compito di mettere in all’erta il resto dell’equipaggio, ma deve anche dirigere con maestria la feluca nella scia del pesce. Una volta che il timoniere riesce a portare l’imbarcazione a ridosso della preda, entra in azione “u lanzaturi”, che, posizionato sull’estremità anteriore della passerella, lancerà con estrema violenza l’arpione dall’alto in basso per catturare il pesce spada che, a questo punto, ben difficilmente scamperà alla cattura.
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