Struffoli
Un classico della tradizione gastronomica regionale italiana, il dolce simbolo del Natale a Napoli: Struffoli, piccole frittelle colorate insaporite nel miele.
Ingredienti
Per l'impasto
- 600 g di farina
- 75 g di burro
- 50 g di zucchero semolato
- 25 g di latte
- 5 g di sale
- 2,5 g di bicarbonato di soda
- 300 g d'uova
- 1 g d'anice in polvere
Per la glassatura
- 400 g di miele
- 100 g di zucchero semolato
- 20 g di confettini colorati (diavolilli)
- 60 g d'arancia candita
- 50 g di zucca gialla
- 1 g di semi di anice
Preparazione
30 minuti per la preparazione + 5 minuti per la cottura
La tradizione vuole che sia un dessert di buon auspicio, proprio perché composto da tante piccole palline, simbolo dell’abbondanza.
Gli Struffoli sono generalmente preparati con gli stessi ingredienti, ma ogni famiglia conserva il proprio segreto per la preparazione di questa ricetta.
Ecco a voi la scelta dei nostri Chef.
Passaggio 1
Mettere la farina a fontana adagiare nel centro il burro, unire le uova e aggiungere il resto degli ingredienti.

Passaggio 2
Impastare bene tutti gli ingredienti fino ad ottenere un impasto ben liscio e omogeneo e far riposare per 15 minuti a temperatura ambiente.
Stendere la pasta e formare dei rotolini e tagliare a piccoli pezzi di 1 cm.
Quindi friggerli in abbondante olio.

Passaggio 3
Tagliare a dadini l’arancio e la zucca e porre in una pentola con lo zucchero semolato.

Passaggio 4
Unire il miele e i diavolilli e fare sobbollire il tutto per due minuti.

Passaggio 5
Controllare la consistenza che deve risultare spumeggiante e mielosa.

Passaggio 6
Mettere gli struffoli fritti nella salsa e amalgamare il tutto.

Consigli dello Chef
I rotolini devono essere lavorati senza utilizzare la farina.
Il miele deve essere ben caldo quando accoglie gli struffoli, ricordando di mescolarli delicatamente con il mesto di legno.
Storie nel piatto
Per secoli questi dolci sono stati cucinati dalle suore nei conventi e distribuiti alle famiglie nobili per Natale, come ringraziamento per gli atti di carità e le donazioni ricevute.
Fonte: Biblioteca Gastronomica Academia Barilla.