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Budino di limone

  • 50 ′
  • Bassa
  • Dolci e Frutta
Delicato ed inebriante, un dolce fresco e leggero al gusto di limone.

Ingredienti:

  • un litro d'acqua
  • 80 g di fecola
  • 100 g di zollette di zucchero
  • 200 g di zucchero
  • 3 limoni con buccia ruvida
  • 6 g di gelatina

Preparazione:

Lavate i limoni, quindi asciugateli accuratamente.
Strofinate delicatamente le zollette di zucchero sulle bucce dei limoni fino a quando non si saranno impregnate del succo che questi secernono.

Nel frattempo ponete sul fuoco un tegame con l’acqua,  il restante zucchero e l’amido e portate il tutto ad ebollizione a fuoco basso mescolando.
Appena il composto inizierà ad addensarsi, unitevi le zollette di zucchero e completate la cottura continuando a mescolare fino a quando non otterrete una crema piuttosto densa.

Nel frattempo fate ammorbidire la colla di pesce immergendola in acqua fredda per 10 minuti, quindi strizzatela e, mescolando, unitela al composto appena lo avrete tolto dal fuoco.

Continuando a mescolare la crema, versatela in uno stampo unico o in diversi stampini singoli precedentemente bagnati con dell’acqua che avrete poi fatto sgocciolare.
Ponete i budini a riposare in frigo per almeno 8 ore.

Al momento di servire il dolce, coprite un piatto con tante foglie di limone disposte a forma di corona e capovolgetevi sopra il budino di limone.

Storie nel piatto

I budini e le gelatine di frutta, il cui nome fa riferimento alla consistenza gelatinosa della preparazione, furono tra i primi dolci contenenti zucchero a diffondersi dapprima in Sicilia, dove vennero introdotti dagli arabi, e poi nel resto d’Europa.
Sebbene lo zucchero fosse conosciuto in Europa già dagli Antichi Greci e Romani, infatti, questo era un prodotto rarissimo importato dai paesi dell’Oriente e utilizzato esclusivamente per scopi terapeutici a causa del suo costo estremamente elevato.
Fu quindi solo intorno all’XI secolo che gli Arabi ne introdussero l’uso alimentare in Sicilia e in Spagna da dove l’impiego gastronomico dello zucchero si diffuse nel resto d’Europa. A causa del suo prezzo incredibilmente alto, a volte pari a quello dell’argento, dovuto all’impossibilità di coltivare la canna da zucchero al di fuori delle zone tropicali, però, il bianco dolcificante veniva utilizzato, anziché come dolcificante, alla stregua delle costosissime spezie e al loro pari il suo utilizzo veniva ostentato come simbolo di potere e ricchezza.
Fu solo nel XVI secolo, infatti, che lo zucchero iniziò ad essere impiegato più diffusamente come dolcificante grazie all’abbassamento del prezzo dovuto al diffondersi di piantagioni di canna da zucchero in Brasile e nelle isole delle Antille.
Ma la vera svolta arrivò in pieno periodo napoleonico quando per aggirare il blocco commerciale imposto dai paesi nemici nei confronti della Francia, il geniale generale decise di incentivare la coltivazione della barbabietola in Europa per poterne estrarre zucchero a prezzi estremamente contenuti, facendolo così divenire involontariamente un alimento alla portata di tutti.

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